L’intervista impossibile a Enrico Berlinguer sull’Italia di oggi.

Riprendendo il libro intervista di Walter Veltroni “La sfida interrotta”, ci siamo permessi di intervistare il leader del comunismo italiano, Enrico Berlinguer, su temi d’attualità: dall’immigrazione all’economia, dalla politica del Governo alla rivoluzione dei social media nel dibattito politico e nella crescita culturale del Paese.

 

  • Enrico Berlinguer, saltiamo le presentazioni ufficiali: cosa pensa della politica italiana di oggi? La sicurezza dei protagonisti al Governo la convince?

 

Credo, come scriveva Marx, che la più alta virtù dell’uomo sia il dubbio. Bisogna sempre ragionare con il dubbio per verificare le proprie convinzioni.

(Intervista al Corsera, 1980)

 

  • I protagonisti della politica odierna si sottopongono a tale processo intellettuale?

 

Le rispondo con una domanda: leggendo le dichiarazioni che si fanno ogni giorno su temi come immigrazione, economia, progresso della società, le sembra sia così presente l’umiltà del dubbio?

 

  • Rispetto al mondo di internet e dei social ha potuto fare solo previsioni incerte, avendo vissuto un’epoca in cui il loro impatto era difficilmente calcolabile. Che ne pensa di questi nuovi strumenti, ormai centrali nel dibattito politico e nella crescita culturale del Paese?
  • Ribadisco ciò che dissi in una intervista rilasciata al compagno Walter Veltroni: “il contenuto dei mezzi a cui lei allude può essere tale da spingere gli uomini in uno stato di maggiore solitudine, di maggiore frustrazione, di maggiore ostilità nei confronti degli altri oppure può avvenire il contrario. Naturalmente se questi strumenti diventeranno espressione di una spinta che punta a rafforzare sentimenti egoistici, questo sarà una cosa molto negativa”.Allora me lo dica lei che ancora può frequentare la nostra società: quali sono i contenuti prevalenti su i “social” di cui mi chiede? Quali sentimenti stanno rafforzando questi strumenti?




 

 

  • L’Italia vive un nuovo momento di crisi economica.

 

Una nazione può anche sopportare un periodo di difficoltà e durezze, se ne fa una ragione; ma non può vivere, conservare una sua unità morale senza una prospettiva e delle mete da raggiungere. Ecco la ragione più profonda che serpeggia e si diffonde nei più vari strati della società.

(Intervento al Comitato Centrale del PCI, giugno 1974)

 

 

  • Del contesto internazionale cosa la preoccupa?

C’è il pericolo del disastro ecologico come conseguenza dell’opera dell’uomo. C’è il divario crescente fra aumento della popolazione mondiale e risorse, con tutte le conseguenze che ne derivano per le condizioni di vita e per la stessa possibilità di nutrimento di grandi masse umane

(Intervento al Comitato Centrale del PCI, dicembre 1981)

 

  • Soluzioni per la crisi ecologica ed economica?

 

L’austerità (che impropriamente viene definita decrescita ndr) comporta restrizioni di certe disponibilità a cui si è abituati , rinunce a certi vantaggi acquisiti, ma non è affatto detto che la sostituzione di certe abitudini, con altre più rigorose e non sperperatrici, conduca ad un peggioramento della qualità della vita. Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana.

(Assemblea operai PCI, Milano gennaio 1971)

 

  • Sul Movimento 5 Stelle può rilasciare qualche dichiarazione o è stata anche per lei una sorpresa l’ascesa dei grillini?

 

Tutt’altro. In una intervista al “Contemporaneo” nel dicembre 1982, avvertivo del distacco delle masse dalla vita dei partiti così come la si intendeva fino ad allora: attivismo concreto, vicinanza fisica, atrofizzazione della vita interna delle realtà politiche. Già all’epoca, precisamente nel 1981 in un intervento al comitato Centrale del PCI, avvertivo che c’era troppo squilibrio tra ciò di cui ci occupavamo ed i bisogni delle persone. I 5Stelle, probabilmente, hanno provato ad intercettare squilibri decennali; sui loro risultati non mi posso esprimere.

 

  • Prima di lei abbiamo intervistato Bettino Craxi. Un parere su di lui?

 

Con Craxi ci vediamo raramente, ma ribadisco quanto affermato nel 1983, nel programma Mixer, a Giovanni Minoli: Bettino Craxi è un buon giocatore di poker.

 

  • Nell’Italia di oggi sembrano spariti i sognatori come lei e gli abili giocatori di poker come Craxi.

 

Non perdete la speranza, ma non nutritevi soltanto di essa. Parafrasando Camus nella “Caduta”: la promessa di un  futuro migliore – senza che le cose cambino mai realmente – è l’arma comunemente più utilizzata dai padroni.

 



 

 

Grazie a lei e al compagno Walter Veltroni per il fondamentale libro “La sfida interrotta” senza il quale questa intervista non sarebbe stata possibile. Speriamo nessuno si offenda.

 

 

foto https://www.google.com/search?q=enrico+berlinguer&client=firefox-b-d&tbs=isz:l,sur:fc&tbm=isch&source=lnt&sa=X&ved=0ahUKEwiY67yIl4njAhUUqXEKHcfwDcIQpwUIIA&biw=1366&bih=613&dpr=1#imgrc=YemztyQC62wcMM:

Per contatti ed invio contribuiti: postamaster@ifatticapitali.it

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