Nostalgia canaglia: delle pazze estati di Berlusconi non è rimasto niente. L’affollata riviera di Salvini e le fughe d’amore di Luigi Di Maio.

Tempi gloriosi quando in pieno agosto, durante le cene estive, passavano in sottofondo i servizi sulle pazze estati di Berlusconi.

 

I nonni gli lanciavano improperi dalla sedia; i commensali smettevano di mangiare per gustarsi con una risata le sue performance canore; i più scemi restavano incantati, sperando un giorno di vivere la vita del Cavaliere, tra fasti, feste e donne a volontà.

 

 




 

I tempi cambiano, le feste finiscono ed il Paese è stordito come alla fine di lunghi bagordi.

 

Oggi i mass media riportano le immagini delle vacanze di Salvini e il caso della moto d’acqua scuote un popolo sempre pronto a mostrarsi brava educanda quando serve e a comportarsi come una prostituta in caso di bisogno.

 

Tant’è, questa è l’Italia, luogo di molte schizofrenie.

 

 

Veniamo alla parte ludica di tutta la faccenda.

Le vacanze di Salvini si svolgono solitamente fra Milano Marittima e Forte dei Marmi.

In ogni caso, il leader leghista, per bagnare le sue carni  non scende mai troppo al di sotto della linea del  fiume Pò.

Quello che salta all’occhio, per chi è cresciuto “a pane e.. ma che cazzo sta facendo il Berlusca in tv? Canta??”, sono gli scenari piuttosto “popolari” che avvolgono questi momenti di svago.

 

Attorno a Salvini un nugolo di polizia, il mare sempre piatto, grigiastro, pancioni pelosi all’aria,
gelati succhiati con avidità, folla di corpi, spiaggia affollatissima, palazzi sullo sfondo.

 

E’ l’Italia nazional popolare quella dove ama farsi vedere il leader leghista; è il suo elettorato di riferimento e fa bene, dal canto suo, a farsi ritrarre in tali scenari.
Per lo spettatore disinteressato alla politica, però, l’effetto risulta piuttosto deprimente rispetto alle pazze estati berlusconiane.

 

 




 

 

Esaltante è invece la vacanza di Luigi Di Maio, innamorato pazzo della Sardegna e della sua bella,
di cui sfiora il corpo con “affetto tenerissimo”, come riportato dalla Rivista “Chi”.

 

Guardare le cronache delle sue giornate al mare e delle serate nei locali, fa scendere una lacrimuccia pensando ai bei tempi andati della politica italiana. Fa sorridere pensare che tutto ciò contro cui il leader del Movimento combatteva, oggi lo culli nel caldo sole d’agosto.

 




 

 

Di Maio sembra l’attore di uno di quei film in cui il protagonista parte dal basso, fa fortuna, e inizia ad innamorarsi della bella vita.

Solitamente questo genere di film finisce male per il protagonista: la sua parabola è tanto splendente quanto breve.

 

Noi auguriamo lunga vita a  Luigi Di Maio:  è bello vedere qualcuno che voglia ancora sognare come faceva lui, il più grande viveur italiano, quel Silvio Berlusconi che sogniamo ancora cantare “Tagg volut bbene a te, tu m’hai voluto bene a me…” (il lettore napoletano perdoni gli errori grammaticali).

 



 

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