CalendaRambo.

Petto in fuori, pancia in dentro, smartphone alla mano.
Calenda in soli due giorni ha diviso l’elettorato PD con incursioni arrembanti e fragorose, che hanno avuto il merito, secondo il nostro modesto parere, di portare del sano realismo dentro un Partito sempre più “fantasma”.

 

Al politico si potrebbero obiettare molte cose, prima fra tutte l’indecisione sulla creatura “Siamo Europei”, di cui mostra orgogliosamente il simbolo dalla finestra, mentre con tutto il corpo resta saldamente dentro il palazzo Partito Democratico.

 

All’uomo, figlio dello scrittore Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini (non lo sapevate è?) bisogna però riconoscere un coraggio d’opinione ed un realismo che inevitabilmente cozzano contro gran parte dell’elettorato moderato, sempre più hippie, alla “volemose bene”, mentre le aggressive destre governano con metodi duri, lasciando volentieri agli altri una indignazione che non fa Governo né Partito….

 




 

Sulla questione migranti, qualche settimana fa, Calenda aveva già assaggiato le reazioni scomposte di questo “elettorato hippie”, senza rappresentanza definita ma comunque vicino al variegato mondo PD, un popolo andato su tutte le furie dopo affermazioni, per noi di buon senso, sull’impossibilità di accogliere tutti i migranti in arrivo, rivendicando la necessità di accordi europei e di un controllo dei flussi.

 


 

Per nulla spaventato dalla folla e dalla possibile perdita di voti, CalendaRambo in due giorni è tornato al centro della scena, affrontando il tema Gozi e la visita di Scalfarotto ai presunti killer del carabiniere Mario Cerciello Rega.

 

Sul tema Gozi, CalendaRambo è stato pacato, nonostante tutto, sottolineando che l’ex sottosegretario agli Esteri, avendo avuto sotto mano pratiche sensibili ed accesso ad atti top secret, avrebbe fatto meglio, per una questione di opportunità, a non rappresentare la Francia.

Apriti cielo.

I fan del mondo dei folletti buoni, si sono subito accaniti, strombazzando l’unità dell’Europa, ed anzi possibili favori all’Italia dal nostro insider Gozi,  dimenticando, però, che con Macron è in atto una vera e propria guerra commerciale, relativa anche al gigante Fincantieri.

 

Il mondo dei puffi è splendido, quello di Calenda un pochino più cinico e deludente,
ma forse solo a noi non capita di vedere Grande Puffo in giro.

 


 

Nel frattempo, visto che nel PD ognuno fa il cazzo che gli pare (scusate mi è scappato), Scalfarotto decide di andare a trovare i due presunti killer del carabiniere, per accertarsi delle loro condizioni (manco fossimo nelle Filippine).

 

Tant’è, il gesto di Scalfarotto, eticamente valido ma politicamente tafazziano, viene ripreso da CalendaRambo, che stavolta imbraccia lo smartphone ed urlando uno di quegli “AAAH” liberatori alla Stallone, digita quanto segue:

 

“È il caldo. Spero che sia il caldo. Perché tra Gozi ieri e Scalfarotto oggi vi giuro che stiamo raggiungendo vette di stupidità mai prima conquistate nella politica contemporanea.”

 

 


 

Pochi secondi e l’assalto mediatico ha inizio.

CalendaRambo risponde come può alle orde di “indignados”.

C’è chi inizia a paragonarlo a Salvini; chi lo accusa di inseguire il salvinismo in un terreno dove non può competere; chi lo insulta gratis, tanto su twitter si fa così. Perfino una certa intelligentia, per noi autorevole e simpatica, si accanisce sul politico romano.

 

Morale della favola? Non ci schieriamo mai, stavolta lo faremo.
Sarà perché Rambo è uno di quei film visti dieci volte; sarà perché chi ha il coraggio di andare controcorrente, motivando le sue uscite, risulta simpatico, per noi Calenda è uno dei pochi politici, nel panorama attuale dei progressisti, che dimostra il buon senso e realismo perduti, in un PD che fa la gara a nascondersi, oppure a sovraesporsi, come nel caso di Renzi (salvo tacere su Gozi….)
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