I toni della prossima campagna elettorale. Il compito di Mattarella? Vigilare, fortissimamente vigilare.

Quali saranno i toni della prossima campagna elettorale?
Probabilmente aspri e pericolosi come non mai.


Nel piano di “voto lampo” in cui Salvini si è lanciato, il beach tour rappresenta un megafono fondamentale.

La stampa, costretta a seguirlo, non può che rilanciare i suoi messaggi.

Se gli economisti vicini al leader fanno giá trapelare piani “no euro” e molti leghisti delle seconde file spingono sempre piú forte per un pugno duro verso le ONG, i rilanci di Salvini sono scontati.


Il momento è propizio, con un consenso vicino al 40% e la Meloni pronto a spalleggiarlo, per quanto possibile.

Saranno settimane di fuoco, non solo per il caldo.

Per le opposizioni è fondamentale non lasciare il campo libero a Salvini, prendere il pallino della comunicazione e condurre un gioco nel quale fino ad ora si sono trovati in una posizione di difesa, aggravata dalla litigiosa dei suoi protagonisti e distratta da diatribe per cui non c’è piú tempo.

Da sbruffoncella a zingaraccia, la dialettica di Salvini alzerá ulteriormente l’asticella?  Le opposizioni lo seguiranno? Probabilmente si, ma incattivire un’opinione pubblica giá vicina alla nevrosi è pericoloso.
Mattarella dovrá vigilare, e con lui gli elettori.


Sembra assurdo, ma il momento è delicato, e i cittadini devono cercare di porre un freno ai propri rappresentanti, che da padri della patria si sono trasformati troppo spesso in bulli da bar.

Questo percorso di crescita riguarda tutte le parti : dal razzismo piú violento, verbale e non, delle destre nostrane, ai sogno hippie poco connessi con una realtá complessa, verso problemi che non si risolvono con baci e abbracci, come il tema immigrazione.

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