Faccio come mi pare: è una “Azione Civile”.

L’operazione “voto lampo”, indetta da Salvini, ha messo a segno il primo gol, sbaragliando prima e dividendo poi, una opposizione già di per sé litigiosa  e confusa.

 


 

 

Matteo Renzi, preso in contropiede dalla rottura della Lega con il M5S, ed in vista di possibili elezioni, si è trovato in ritardo nella costruzione del nuovo partito “Azione Civile”, rivendicando, attraverso le sue truppe cammellate in Senato e alla Camera, la possibilità di un accordo con i 5 Stelle, per portare il Paese alle elezioni solo nel 2020.

 

Gli eventi di questi giorni sono frenetici.

 

Se in un primo momento il famoso motto #senzadime prefigurava l’addio di Renzi al PD in relazione ad  una possibile alleanza con i grillini, per qualche ora l’orgoglio è andato a sbattere contro la realtà ed il bisogno di prendere tempo: tanto è bastato per rendere i 5Stelle un poco più simpatici, trasformando l’alleanza già  indicibile, in “necessaria”.
Il tutto si è nascosto dietro la solita retorica del “salviamo il Paese” dal pericolo di turno: da Salvini, alla legge elettorale sballata, fino all’aumento delle tasse.

 


 

La contraddizione renziana, subito saltata agli occhi di tutti, elettori compresi, ha sconquassato ulteriormente il PD e fatto cambiare più volte le idee allo stesso Renzi, indebolito dalla rapidità salviniana e troppo stretto nelle maglie di un Partito in cui non può riconoscersi più, non essendone il rappresentante al comando.

 

Mentre i  suoi  fedelissimi si organizzavano nelle aule, o, meglio, al cellulare,  aprendo ad una alleanza strategica, Zingaretti invocava le elezioni e Calenda sottolineava l’incapacità del vecchio amico/nemico di “stare” in un Partito, senza necessariamente guidarlo in prima persona.

 

Nella concitazione di queste giornate agostane, di fronte alla debolezza di una contraddizione pur giustificabile in certi termini e all’opportunità pericolosissima di guidare i fedelissimi contro la segreteria, è arrivato il nuovo cambio di passo: la costituzione in tempi record di Azione Civile.

 

Una volta formata Azione Civile in tempi record, Renzi avrà finalmente – dal canto suo –  le mani libere per la gestione di una creatura della quale sarà l’artefice ed il capo, così come impone la natura di un leader, ossia un uomo pragmatico e sostanzialmente incapace di scendere a troppi compromessi.

 


 

 

Augurando un “in bocca al lupo” ai renziani, sempre più simili ai salviniani per tanti, troppi aspetti che non staremo ora ad analizzare, sottolineiamo che Salvini ha fatto il primo gol dividendo il PD:  indebolita l’unica forza di opposizione capace di contrastarlo nei numeri alle prossime elezioni, il leader leghista potrà ora concentrarsi sulla campagna elettorale con un grosso problema in meno.

 

 

Dalla “volpe del deserto” alla “volpe padana” le dinamiche per portare avanti una guerra lampo, seppur democratica, sono sempre le stesse: sorprendere l’avversario, dividerlo, annientarlo.

 

 

 


 

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