L’IVA aumenterá. Se gli elettori vorranno Salvini al potere, lo avranno. Le favole di questi giorni e la dura realtá.

Gli italiani sono dei vasi vuoti (ma rotti) in cui tutto può essere versato rapidamente e rapidamente disperdersi.

Per riempirli di convinzioni basta una mano forte e sicura nel travaso.

Così è successo con Salvini, che ha reso gli immigrati il problema n. 1 del Paese, così sta succedendo ora a sinistra, con Renzi che fa passare un messaggio rischioso e al limite della veridicità: evitare l’aumento dell’Iva, attraverso miracolose ed ancora oscure manovre finanziarie in accordo con il M5S, da lui tanto odiato, fino a qualche ora addietro.

 


 

Restii ad osservare una realtà complessa ed incapaci di pensare al domani,
ossessionati da una povertà atavica che li porta a concentrarsi sempre e solo sul presente,
gli italiani abboccano sempre quando si starnazzo presunti – o presumibili – pericoli imminenti.

 

L’aumento dell’IVA fino al 25% secondo la maggior parte dei tecnici ed esperti in materia politica ed economica, non è più evitabile: questa è la realtà.

Non volete credere ai Fatti Capitali?  Allora vi rimandiamo ad un articolo del sito Open, creatura del mitico giornalista Mentana (https://www.open.online/2019/08/10/crisi-di-governo-evitare-aumento-iva-quasi-impossibile-intervista/).

Se la criticità politica espressa nell’articolo di OPEN non vi convince,  sappiate che servono quasi 50 miliardi di euro in due anni per evitare l’aumento dell’IVA.

Questi denari, che Renzi paventa di trovare nell’accordo con i 5Stelle, saranno rintracciabili, al netto della crescita zero, in tagli e nuove tasse con altri nomi se non quello di IVA (magari si darà anche una limatina agli 80 euro, che costano 9 miliardi all’anno).

 


Nella prospettiva di un Governo Istituzionale M5S/PD, per porre riparo ai danni di quello precedente, serviranno manovre “poco felici”, per non dire severe.
La domanda allora è: al netto di una situazione economica difficile, causata anche dal Governo gialloverde, siete sicuri che mettere Salvini dietro una mitragliatrice mediatica, nel turbinio di tasse che sta arrivando, è una buona mossa?  Se proprio dobbiamo andare a sbattere, che ci metta la Lega la firma sulle tragiche manovre che verranno, non chi è stato all’opposizione!

 

 


 

Altro punto fondamentale: vi hanno convinto che Salvini è il male assoluto, un pazzo che vuole portare il Paese allo sbando.
Forse è così, forse no, ma la democrazia è la democrazia: se la maggioranza degli italiani, attraverso il voto, vorrà scegliere le estreme politiche della destra non c’è niente da fare. Rimandare il voto, al netto di un momento critico che richiedere riforme severe, può essere controproducente.

 


 

Incattivire ulteriormente un elettorato aggressivo e fermo nelle intenzioni come quello di Salvini, portando in giro il leader leghista per comizi con cui picconare le prossime manovre lacrime e sangue, non farà altro che aumentare ulteriormente i suoi voti.

Quello democratico è il miglior sistema trovato per gestire una società: che poi la comunità decida di suicidarsi o di andare allo scontro con chissà chi è un suo diritto.

 

 

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