Una legge per regolamentare le Sagre.

In Italia si contano circa 42.000 sagre, per lo più dedicate ad eventi enogastronomici.

 

Nate come eventi che riunivano, durante le vacanze estive, gli emigranti di ritorno al Paese di origine, in un passato meno remoto di quel che si voglia pensare, oggi sono diventate una realtà economica non più trascurabile.

 

Il giro di affari intorno a queste manifestazioni si aggira intorno ai 700 – 800 milioni di euro annui, ma, come denunciato dalla FIPE, già qualche anno addietro, più della metà, circa 27.000, sono considerate fasulle, ossia disconnesse da ogni tradizione storica, che, in ogni caso, non si fanno scrupolo di millantare.

 


 

La sicurezza è uno dei principali aspetti regolamentati, di solito dal Prefetto o dalla Regione, ma le opacità nel mondo delle sagre sono collegate soprattutto ad aspetti fiscali e di bilancio, spesso introvabili sui siti degli enti organizzatori.

 

Se è vero che questi eventi sono le per lo più organizzati dalle PRO LOCO, ossia associazioni locali nate con scopi di promozione e sviluppo, soggette a norme di carattere regionale che ne stabiliscono l’appartenenza o meno all’albo regionale e che pubblicano i loro bilanci ed investimenti a favore del territorio, iniziano ad aumentare il numero di manifestazioni coordinate o promosse da ONLUS ed ASSOCIAZIONI NO PROFIT, dall’attività finanziaria tutto sommato spesso troppo oscura.

 


 

La maggior parte di queste Onlus ed Associazioni non pubblica bilanci ed investimenti portati avanti nel corso dell’anno.
Non essendo ancora obbligati per legge, non si può certo parlare di dolo o reato, ma, data la quantità di denari prodotti da eventi sempre più frequentati, la necessità di una regolamentazione e l’obbligo di trasparenza sembra essere impellente.

 

I ristoratori, già da qualche anno, lamentano la concorrenza delle sagre, le quali, in continuo aumento sul territorio nazionale, minerebbero gli importanti incassi estivi. Ben oltre il lobbismo ed un certo campanilismo tutto italico, la trasparenza, a nostro avviso, non è più rinviabile.

 

 


 

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Foto https://pixabay.com/it/photos/pizza-cibo-italiano-cotto-3007395/

 


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