Calenda ai saluti. Rinascerà il “Centro”? E cosa resterà del PD?

Era nell’aria da mesi, ma la prospettiva del Governo Giallorosso è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Stando a quanto diffuso da La7, Carlo Calenda saluterà il PD per strutturare una sua realtà politica.

 

Troppe le conflittualità fra l’europarlamentare e la Segreteria; impossibile la convivenza con quel Renzi protagonista assoluto della trattativa con i 5Stelle, passato dal “senza di me” al “con me”, e ora, per molti, solo in difficoltà nel trovare il tempo necessario per costruire “Azione Civile”, salutando  a sua volta il Partito Democratico.

 




 

Incapace di piegarsi alle logiche del mercato politico, lui che dal “mercato” proviene, Calenda rappresenta per il PD una seria emorragia di voti. Da solo ha preso oltre 240.000 preferenze alle ultime elezioni europee; ha piglio, carisma e idee chiare, condivisibili o meno che siano.

 

Per Zingaretti il suo addio è un duro colpo. Nella prospettiva di un saluto più o meno prossimo di Renzi, per il Partito si aprono voragini difficili da riempire.

 

La scelta di voler governare con i 5 Stelle inizia a maturare frutti acidi, come c’era da aspettarsi e, forse come preventivato. Un logorio interno al quale presto si aggiungerà la martellante campagna di Salvini, costretto all’opposizione prima di una delicatissima finanziaria.

 




 

Il consiglio per Carlo Calenda è quello di moderare i toni, spesso troppo diretti ed aggressivi, che contraddistinguono il suo modello comunicativo.

 

Per il resto, la logica del politico romano risponde ad una buona fetta dell’elettorato: quella che pretende chiarezza, fermezza, decisionismo e un certo amor per il leaderismo che si traduce un giorno in Salvini, quello dopo in Renzi ed oggi anche in Calenda, al quale, comunque facciamo un grosso in bocca al lupo, come a tutti coloro che accettano “il peso” della coerenza.

 

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