La stampa di regime, qualunque esso sia.

Finite le celebrazione per la cacciata di Salvini dal Viminale (legittime), il Governo Conte 2, con il suo “refresh” di volti nuovi e tanto di scampanellatina rituale, scende in campo per riparare i danni prodotti da parte degli stessi attori oggi nuovamente coinvolti.
E la stampa?

 




I telegiornali in ritardo.

 

Le prime ore di questa nuova era post salviniana sono state lo specchio del Paese. Qualunque spettatore o lettore, minimamente attento, ha potuto ammirare tutti i limiti della stampa nostrana.

 

I telegiornali della Rai hanno improvvisamente scoperto il Russiagate, il razzismo strisciante nel Paese, le spericolate abitudini dialettiche dell’ex Ministro leghista, e i danni prodotti all’economia dal Governo gialloverde. Quale opinione si può avere del proprio pubblico se, appena un mese fa, gli stessi dedicavano 30 secondi al Russiagate per lanciare subito dopo il servizio sull’invasione delle zanzare in Molise?

 

Riguardo gli altri telegionrnali stendiamo un velo pietoso; surreali erano, surreali restano: nell’epoca dell’incoerenza, questa è come una medaglia.

 


 

I giornali non sono stati da meno.

 

Per un Corriere della Sera che titola “Rousseau dice sì. Il Governo può partire”, perdendo parte del suo senso istituzionale, c’è un Sole 24 Ore che pubblica la biografia della nuova Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, tratteggiandone nei tratti combattivi di chi ha voluto il reddito di cittadinanza e pretende il salario minimo.

Peccato aver dimenticato l’invito a firmare l’uscita dall’euro, fatto dalla stessa Ministra Catalfo, appena 5 anni or sono, con tanto di post su facebook.

 

Domanda: è normale che in un Paese democratico l’informazione mainstream sia questa quì? E a voi piace?

 

 

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foto https://pixabay.com/it/photos/notizie-giornale-quotidiano-stampa-1172463/

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