Il virus dell’incoerenza sta infettando anche l’opinione pubblica.

Se i rappresentanti fanno schifo, è pur semper il popolo che li elegge.

 

L’opinione pubblica italiana? Per lo più incoerente, faziosa, preoccupata di mostrarsi con la coscienza pulita e l’anima bella, ma rimasta profondamente fascista, tanto nei metodi quanto nel pensiero, sempre dedita al doppiogiochismo e al leccamento di culo….

 


 

La cronaca di queste settimane lo conferma: per un Di Maio dileggiato a causa del suo outfit vacanziero, oltre che per delle legittime effusioni amorose con la compagna, c’è una Boschi intoccabile nel suo rispondere in costume alle accuse di essere una “mummia politica”.

Per un Renzi grasso e un Salvini beone, con tanto di foto e commenti da bar, c’è sempre una Bindi da non toccare.

 

L’intenzione di questo articolo è solo quella di spronarvi ad osservare una maggioranza schifosaccia ventriloqua che, in particolare sui social, nel giro di poche settimane è passata dal sostenere tutto ed il suo contrario: dalla politica, al costume, dalla società alla cronaca, perennemente nascosto dietro la fragilità delle giustificazioni più comode.

 


E il caso Bellanova?

 

Nulla di nuovo: la Lorenzin, la Meloni, Di Maio, la Catalfo, e tanti altri Ministri senza laurea sono tacciabili di essere dei caproni inutili ed impreparati perché sprovvisti della giusta preparazione accademica.

Chi occupa la posizione di Ministro senza una regolare laurea viene criticato con più veemenza quando sbaglia. Questa non è una novità ed è anche normale sia così.

La novita attorno al caso Bellanova, in questo senso, è soltanto una: per amore del politically correct, e a difesa di una pregressa, ignobile accusa di sciattezza nei suoi confronti, si è sdoganata la mancanza di una laurea fino a ieri elemento imprescindibile per ricoprire il ruolo di Ministro. “Basta la competenza e il curriculum” si dice oggi. Benissimo, rispondiamo noi, allora non lamentiamoci più a fasi alterne di errori e incompetenza.

 

Diamo ai nostri giovani questi esempi, da Di Maio alle tante altre figure passate con le giustificazioni più diverse nei ruoli di maggior prestigio del Paese: la laurea non è indispensabile.

 

Sullo spettacolo di incoerenza della stampa, venuto a galla a cavallo fra la fine del governo gialloverde e la nascita del nuovo esecutivo, abbiamo già scritto e non ci ripetiamo.

I più curiosi di sapere chi, come e quando vi imboccano la realtà, possono trovare l’articolo nella sezione “Pillole” o al link che segue http://www.ifatticapitali.it/?p=2172

Cosi è, se vi pare…

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foto https://pixabay.com/it/illustrations/giornale-notizie-progettazione-412811/

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