Se è finito, fatela finita. Guardiamo avanti?

Salvini al momento è senza alleati, senza Ministeri e senza elezioni all’orizzonte.

 

Tutto ciò che resta al leader leghista è la piazza e la casella del Copasir (servizi segreti), di diritto assegnata all’opposizione. Le indagini sul Russiagate, in ogni caso, proseguieranno senza poter essere ostacolate.

L’unica arma a disposizione di Salvini è un possibile fallimento del Conte bis, o una contraddizione nell’azione di Governo, già espressa nelle parole (fuori luogo, anche istituzionalmente) di Mattarella, con l’appello alla UE per la revisione dei termini del Patto di Stabilità.

A rendere questa ipotesi la più concreta ed imminente, basti leggere il programma diffuso dal nuovo esecutivo, per la cui realizzazione si renderà necessaria l’ulteriore crescita della spesa pubblica (…ma non era l’accusa numero uno rivolta al Governo gialloverde?).

 




 

Nonostante ciò, continua ad essere numeroso il codazzo di politici in cerca di visibilità, che insistono con infantile sense of humor su Papeete, oltre che sulle vecchie e ben note intenzioni dell’ex Ministro, riguardo al tema immigrazione.

Questa massa, alla quale si aggiungono migliaia di utenti anonimi, sembra non poter fare a meno della figura del “nemico”, dimostrando una preoccupante difficoltà di superamento, laddove l’atteggiamento non riguarda solo”l’uomo della strada” ma anche l’avversario politico uscito vincitore dalla battaglia di Agosto, con grande stupore di tutti, protagonisti compresi.

 

A nostro modo di vedere, l’opinione pubblica deve essere sempre attenta osservatrice “del potere”, di qualunque colore. In questo senso, chi oggi si trova fra i banchi della maggioranza farebbe bene a lasciare la satira ai comici e spiegare come superare i mastodontici problemi per i quali si è voluto impedire il voto, o un Governo di transizione con vista sulle urne.

 




 

La legittima esaltazione degli avversari di Salvini è comprensibile; la continua ricerca di un passato dietro cui nascondere le fragilità del nuovo esecutivo, rischia di essere solo patetico esercizio ed involontario raffozamento del salvinismo.

 

Per superare Salvini bisogna fare meglio di lui.
Forse è scontato ma, dato il clima, c’è necessità di ricordarlo.

 

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