I social mossi dalla vanità, internet dal sesso.

In una della sue opere più fortunate, “La caduta”, lo scrittore Camus fa esprimere al cinico protagonista un concetto condivisibile, secondo il quale, per ingraziarsi un uomo, basterà lasciargli dare libero sfogo alla sua vanità, in quanto ogni essere umano è vanitoso e non c’è vanità intelligente.

 




 

I social sono mossi dalla vanità, internet dal sesso.

 

Questo nostro teorema non rimanda a studi sociali, non metteremo appendici o biliografia, “ci limitiamo alla pur limitante” osservazione, in circa 4 mesi di attività social, delle interazioni fra utenti e sulla base di quanto postato da chi gode di un numeroso seguito.

 

La conclusione, senza generalizzare ma riferendoci ad un atteggiamento “maggioritario”, è che se escludessimo la voglia di “farsi sentire” dal mondo, ed essere confermati, dagli altri, “nel giusto”, i social finirebbero per essere utilizzati davvero poco.

 

Una volta usciti dall’egocentrismo, twitter ed altri social si rivelerebbero strumenti inutili, per tempi morti, o raccoglitori di solitudini umane tramutate in messaggi lanciati nel vuoto.

 

E’ a questo punto che, in molti casi, subentra la copertura “sociale” utilizzata dagli idealisti – sia di destra che di sinistra –  soprattutto su twitter, uno dei social più “politicizzati”, per giustificare  desideri d’espressione e difesa delle proprie idee o, nei casi più estremi, “delle sorti della patria”.

 

In Italia, secondo Digital 2019, twitter è utilizzato soltanto da 2.35 milioni di persone, la maggior parte delle quali non è attiva quotidianamente. In cima alla classifica c’è Facebook (31 milioni) e Instagram (19 milioni).

Ognuno di questi social si nutre della vivacità dei propri utenti, nella maggior parte dei casi alla ricerca di consenso, laddove non si muovano per fare – o recuperare- conoscenze (v. Facebook), oppure per dare testimonianza delle loro attività/immagine (v. Instagram)

 




 

In questa fiera della vanità, l’informazione – attenzione, non l’opinione – fatica a trovare spazio.

 

Le grandi testate non riescono ad avere la visibilità di una twitterstar che con 240 caratteri esprime il suo giudizio su temi complessi senza sforzarsi di scrivere qualche paginetta, per amor della comunicazione.

 

L’essere tranchant d’altronde aiuta il manicheismo, la formazione di uno schieramento, e l’aumento della visibilità. Laddove la vanità è ferita, l’opinione criticata, ciò che segue è un classica baruffa da social che, nella maggior parte dei casi, si conclude con insulti o querele.

 

La litigata social non stupisce ovviamente: esprimersi scrivendo poche righe tradisce la maggior parte degli utenti, incapaci di articolare pensieri complessi in un riassunto striminzito. La frustrazione compie il resto del lavoro.

 




 

Sul sesso, vero motore di internet, non c’è bisogno di sprecare “tanta tastiera”

 

I siti porno ricevono ogni giorno più click di ogni altro portale; le foto di nudo amatoriali impazzano su ogni social, e creano seguito; le possibilità di incontro sono aumentate grazie alla rete.

Su vanità e sessualità, è interessante riportare il noto test che Instagram ha lanciato in Italia, togliendo la possibilità di vedere il numero di cuori ricevuti in ogni singolo post, se non dall’utente protagonista.

Ufficialmente, questo test è stato lanciato per mitigare gli effetti egocentrici nell’utilizzo del social.

 

Sul fatto che la multinazionale di Zuckerberg sia diventata tanto etica restiamo dubbiosi.

Forse le intenzioni sono altre, magari quelle di limitare il potere degli influencer di oggi e di domani, ma chi può dirlo?

Ma quelle espresse, come detto all’inizio, sono solo teorie e opinioni personali basate sull’osservazione. La speranza e l’obiettivo di quanto scritto, è principalmente l’ottenimento di una qualità migliore nella comunicazione, per quanti abbiano voglia tempo e voglia di lanciare le proprie idee in maniera più articolata, a beneficio di tutti.

 

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foto https://pixabay.com/it/photos/mirror-uomo-tenebre-luce-cerca-3864155/

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