Il Governo della contraddizione, le nomine dell’incoerenza.

Disinnescato Salvini, aiutati dall’Europa, completata la squadra di Governo: per il neonato esecutivo non ci sono più scuse; le contraddizioni, invece, restano tutte in bella vista.

 


 

Con le nomine di Ministri, Vice e Sottosegretari, sono uscite fuori tutte le incompatibilità fra realtà ed racconto dei protagonisti, i quali, probabilmente ignari del discredito cui vanno incontro agli occhi dell’opinione pubblica, continuano a lanciarsi ideali zappate sui piedi pur di restare “in campo”.

 

Siamo partiti con la polemica del Conte bis: lo stesso che aveva lavorato con e per Salvini, si è eretto a simbolo della discontinuità, spendendosi in postumi scontri dialettici  buoni solo per il tifo da stadio, penosi per gli osservatori minimamente attenti.

Abbiamo passato una settimana a parlare di Teresa Bellanova, Ministra senza Laurea ma con un passato di bracciante e numerosi endorsement a sostegno: sono finiti per affermare che “la laurea non sia tutto”.

Dopo le nomine ci ritroviamo la democratica Anna Ascani (ma non solo lei) , 31 anni, laureata, dottoranda alla LUISS, occupare una prestigiosa carica al Ministero dell’Istruzione senza aver mai lavorato un giorno (v. Wikipedia): sono così finiti per affermare “che il lavoro e l’esperienza non siano tutto”.

 

La laurea non conta, l’esperienza non conta: e come lo spieghi l’equilibrio delle tue scelte all’uomo della strada?

 


 

Il Movimento 5 Stelle, ufficialmente “mai interessato alle poltrone”, ha portato avanti una trattativa sfibrante per ottenere le stesse posizioni che ripudiava; un giorno chiede ai Benetton di uscire da autostrade, il giorno dopo gli vuole affibiare Alitalia.

 

Il PD vive una contraddizione perenne da quando ha deciso di infilarsi in questa alleanza di Governo che è un all-in sul suo futuro, dietro al  quale Calenda e Renzi scalpitano per raccoglierne il testimone.

 

Il lavoro dell’esecutivo non è ancora iniziato, che sul tema immigrazione si continua a sposare, nei fatti, la politica salviniana, con la Ocean VIking ferma in porto, in attesa che i Paesi europei si spartiscano gli immigrati soccorsi, nemmeno fossero tranci di pizza.

Le tasse, a detta di Gualtieri, saranno abbassate, ma non più da subito, solo nel giro di 3 anni. E intanto, nelle interviste, continua a non fare accenno ai numeri: peccato sia il Ministro dell’Economia!

 


 

E allora Salvini?

 

E allora Salvini per fare opposizione rischia di non doversi nemmeno cambiare quelle 4/500 felpe con i nomi delle città, perché, prima di aprire l’armadio, gli basterà accendere la tv e sottolineare, nonostante l’aiuto dell’Europa, tutte le storture e debolezze di un Governo nato su contraddizioni troppo marcate per ottenere la fiducia degli italiani, almeno nel breve periodo.

 

Lo diciamo da agosto, festeggiare la cacciata di Salvini è stato prematuro.

Questa soluzione giallorossa continua a non convincerci: speriamo in un nostro errore di previsione.

 

 

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