Parlate di me? Grazie.

Dopo aver fallito l’operazione “voto lampo”,  Salvini sta tentando di tirare su, attraverso la comunicazione aggressiva, una linea Gotica capace di polarizzare le posizioni elettorali, cristallizzazando i consensi.

 




 

La piccola Greta mostrata sul palco di Pontida è solo l’ultima trovata di un leader che può vantare una macchina della comunicazione ancora empatica con il proprio pubblico di riferimento.

 

Secondo i sondaggi, l’aver mancato le urne “per un pelo” è stato pagato a caro prezzo dalla Lega. L’emoraggia di consensi va interrotta, ed in questo, per assurdo, Salvini sta trovando nei suoi avversari una sponda perfetta.

 


 

Se l’ossessione dell’opinione pubblica per Salvini è comprensibile, gonfiata dallo sfiatatoio social e da reazione fin “troppo umane”, quella degli esponenti PD è invece un errore politico nel quale si nascondono il timore per gli equilibri fragili all’interno della maggioranza, e una disfatta governativa che ne sancirebbe la definitiva morte politica.

 

Il Governo ha ottenuto la fiducia, i ruoli sono stati assegnati, eppure, dai social e sui principali media, i membri di punta del Conte bis continuano a parlare di Salvini, cercando di mantenere vivo il suo spettro nella mente di elettori scarsamente fiduciosi verso l’azione pentademocratica.

 


 

Salvini vuole che si parli di lui.

L’alleanza improbabile fra M5S e PD, natata per spodestarlo ed evitare le elezioni, dovrebbe ricordarselo ed agire nell’interesse del Paese, superando le sue politiche, non imitandole, come sul caso Ocean Viking.

 

Parlare sempre degli altri  tradisce due timori: quello di credersi migliori per natura, o quello di non rappresentare nulla di interessante per gli altri. Insicurezze sulle quali Salvini può rafforzare la sua figura, in attesa delle elezioni regionali in Umbria ed Emilia Romagna, con le quali potrebbe tornare a mostrare risultati incontrovertibili….

 

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