Gentiloni porta la bandiera della web tax in Europa. Occhio alle ritorsioni in Italia…

Già in quel di Cernobbio, ad inizio settembre, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva espresso la necessità di una web tax per salvare l’equilibrio della concorrenza, ed evitare una futura catastrofe economica – sociale.

A distanza di pochi giorni, il nuovo Commissario europeo agli Affari economici e monetari, Paolo Gentiloni, sembra deciso a portare il tema a Bruxelles.

 

La stortura del sistema è evidente: i big del web trasferiscono gli utili nei paradisi fiscali, lasciando le briciole all’erario del Paese ospitante.

 

In Italia, Amazon, nel 2018, ha pagato solo 5 milioni di euro di tasse: meno della De Longhi, che pure deve vendere i suoi prodotti anche (se non soprattutto) tramite la vetrina offerta da Bezos per restare sul mercato. Per quanto dovuto fino al 2015, ha chiuso con un accordo da 100 milioni di euro tutto il pregresso. Briciole.

 


Il problema della web tax? L’Europa è piena di paradisi fiscali, Irlanda in primis, ed il potere politico di queste multinazionali è ormai debordante.

Con la nuova normativa europea Psd2, i GAFA (Google, Amazon, Facebbok ed Apple), si apprestano ad entrare definitivamente anche nel mondo bancario e del credito, inserendosi nella transazioni elettroniche, forti dei propri big data (per farla breve  i contenitori dei nostri gusti,tendenze etc. ).

 


 

Le ritorsioni da parte dei giganti del web nei confronti dei Paesi che non soddisfano le loro richieste sono più o meno note, e sempre riproponibili: per un impianto che si apre, se ne possono chiudere altrettanti senza tante beghe sindacali.

 

La domanda è : perché l’Italia deve portare la bandiera di una battaglia così sanguinosa? Francia e Germania si impegneranno in prima persona come sta per fare Gentiloni, o daranno solo un sostegno dalla seconda fila, esponendoci alle fila di fuoco dei giganti del web?

 

Chi convincerà l’Irlanda a non essere più un paradiso fiscale? E il Lussemburgo di Juncker?

 

Senza essere complottisti:  tutti i lobbisti a Bruxelles, regolarmente al soldo delle multinazionali, lasceranno far passare senza alcun tentativo una legge che toglierebbe miliardi e miliardi di euro ai propri clienti?

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foto https://pixabay.com/it/photos/twitter-facebook-insieme-292994/

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