Trovate risposta a queste due domande e salverete il mondo dal climate change.

Questa è l’epoca delle parole svuotate, quelle che si trasformano in slogan, sgonfiati di significato nell’ossessione ripetitiva del loro divenire mantra: “green” è il termine del momento.

 

La politica italiana nè è ghiotta; i leader vanno ripetendola ad ogni talk show ed intervista, guardandosi bene dallo spiegare modalità e costi di questa rivoluzione. L’opinone pubblica è in fermento, pronta ad accogliere i sogni di un mondo più pulito, purché a impatto zero sul proprio stile di vita, sia chiaro.

 

In  attesa che gli Usa e i BRICS, i Paesi emergenti che con la loro industrializzazione tardiva stanno inquinando ben più dell’Europa, abbandonino il carbone e diventino simpaticamente più poveri ma ecosostenibili, facciamo la lista delle problematiche che dovremo affrontare per fare diventare l’Unione Europea, e l’Italia, davvero “green”.

 


 

Stando agli studi scientifici pubblicati, la situazione è quasi fuori controllo, bisogna intervenire con una rivoluzione entro 40 anni, o l’abitabilità della terra sarà drasticamente ridotta.

 

Per tale motivo, anche gli obiettivi fissati dalle varie organizzazioni mondiali sono giudicati insufficienti.

Per riparare ai danni causati da questi folli decenni di inquinamento, si dovrebbe intervenire su due temi fondamentali:

 


 

1. Ammodernamento delle imprese: dai grandi capannoni industriali all’ultima delle botteghe, nel giro di una manciata di anni l’efficientimento energetico dovrebbe portare ad una vera propria rivoluzione del mondo produttiva, ma anche nel privato delle case, oguno, personalmente, dovrà investire per efficientarle (nuove finestre etc.)

 

Domanda: Chi paga? Chi si muoverà, se non per legge?

 

2. Le abitudini dei cittadini occidentali dovrebbero essere stravolte,  fin tanto che la tecnologia non sarà completamente efficientata e sostitutiva dei combustibili attuali: allora meno viaggi aerei, meno consumi, più freddo d’inverno, più caldo d’estate, consumo minimo di carne e, in generale, di prodotti esotici che comportano i grandi trasporti. Plastica da evitare (laddove le aziende continuano ad utilizzarla per il basso costo di produzione)

 

Domanda: Siete pronti a stravolgere il vostro stile di vita? Il mercato può assorbire l’impatto di una nuova economia basata sul risparmio?

 


 

Se riuscite a trovare una soluzione a questi quesiti, con il fattore tempo da mettere in calcolo (non fate i furbi), siamo a disposizione.

 

Saluti e baci dai @ifatticapitali (…e seguiteci su twitter!)

 

foto https://pixabay.com/it/illustrations/terra-globo-acqua-onda-mare-lago-64165/

Un pensiero riguardo “Trovate risposta a queste due domande e salverete il mondo dal climate change.

  • settembre 25, 2019 in 8:16 pm
    Permalink

    Le case devono essere costruite antisismiche, con pannelli e accumulatori di energia solare e mini impianti eolici. Le città dovranno essere dotate di rilevanti sismici e tzunami se in prossimità delle coste. Parcheggi per ricarica auto elettriche, mobilità cittadina elettrica. Pozzo di acqua cittadina, depuratori d’acqua, sistemi intelligenti regionali di raccolta d’acqua piovana. Pane, verdura, frutta, carne e pesce a chilometro zero. Utilizzi di stazioni geotermiche in prossimità di cadere vulcaniche e termali. Motori ad idrogeno per i voli aerei.

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