Renzi e il piede in due staffe.

“A forza di essere vittorioso, mi sentivo prescelto”, scrive Camus nel libro “La Caduta”.

 


 

Matteo Renzi è sempre uscito vittorioso, anche dalle sconfitte più cocenti: dato incontrovertibile se si pensa ad un leader capace di promettere l’addio alla politica, salvo tornare, pochi anni dopo, ad essere il protagonista assoluto delle vicende del Paese.

 

Grande appassionato di House of Cards, fortunata serie televisiva su immaginarie vicende della politica americana, Renzi ha completato un capolavoro politico fra agosto e settembre:
  1. spingere Zingaretti ad una alleanza sanguinosa con i 5 Stelle, sventolando lo spettro di Salvini;
  2. ottenuto Ministeri e Sottosegretari;
  3. salutato, un minuto i giuramenti, i democratici (senza aver avvertito il Segretario -Sky Tg24) fondando Italia Viva, e lasciandosi alle spalle personaggi scomodi, tipo Lotti, alle prese con il caso CSM;
  4. drenato da subito elettori, Parlamentari e Senatori al PD;
  5. scartarsi dalla quasi certa sconfitta alle regionali, soprattutto in Umbria, restando sull’uscio, per i futuri scontenti.

 

 


 

Ciò che ha realizzato è perfetto, e trova una giustificazione costante nei suoi elettori più fedeli.

 

Ufficialmente al Governo, sui social si spinge in una comunicazione al limite dell’opposizione, rimandando sempre ad idee migliori rispetto a quelle prese dall’esecutivo (di cui pure il suo partito fa parte).

 

Il problema di Renzi, agli occhi dei più attenti, è che  Italia Viva  non è minoranza sacrificata, come vuole far credere: la sua truppa di Parlamentari e Senatori risulta fondamentale nell’equilibrio del Governo. Usando la retorica della “minoranza incompresa”, il Senatore può piegare il capo davanti a scelte impopolari senza pagare nessuno scotto elettorale, e rilanciare, al contempo, le sue idee presuntamente vincenti. Peccato, come scrive egli stesso, che “Oggi non sono più solo, non comando più io”.

 

Nonostante la posizione dentro il Governo, il suo linguaggio continua ad essere quello dell’escluso, dell’incompreso.

In una intervista rilasciata al “Il Foglio” dell’immobiliarista Valter Mainetti, con il suo linguaggio sempre malizioso, studiato, intelligente, Renzi rimarca le differenze con il PD, carezza Di Maio che, con le sue pretese, sta portando Zingaretti all’esaurimento, titilla gli italiani affermando che Italia Viva è il partito del #Notax, ossia una realtà politica che non contempla aumenti delle tasse, come se l’Italia fosse il Paese dei Teletubbies.

 

Nel frattempo, continua a stare nel Governo, defilato, mentre il PD si autodistrugge, inseguendo i desiderata dei grillini.

 

“Tu sei un uomo sano, non desideri mai nulla di straordinario” dice il folle e crudele imperatore Caligola ad un suo sottoposto, nell’opera teatrale di Camus.

 

Per gli italiani è troppo noioso essere realisti. Chi conosce questa verità storica, palesatasi da Berlusconi in poi, custodisce il segreto di una verità fondamentale per ottenere consensi: il popolo vuole lo straordinario, la promessa, il futuro: “E a culo tutto il resto”, come cantava Guccini.

 

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