Greta e i maiali. UE e Italia venderanno carne (bovina e suina) a Corea e Cina. Alla faccia della sostenibilità.

 

La questione ambientale, di cui tanto si blatera in queste settimane, è strettamente connessa alla notizia della riapertura del mercato asiatico alla carne europea, dopo oltre venti anni dallo stop, causato dalla mucca pazza.

 

La filiera della carne bovina europea, uno dei comparti produttivi maggiormente responsabile dell’emissione di Co2 nel mondo, trova nella Corea del Sud un importante partner commerciale, in barba ad ogni appello ambientale.

 

Da domani, alla nutrizione, macellazione e smaltimento dei bovini, si aggiungerà il costo ambientale del loro trasporto internazionale: alla faccia di ogni svolta “gretiana”.

 




 

Altresì, l’Italia, nell’accordo facente parte del progetto “Via della Seta”, dopo il caso delle arance, invierà in Cina, tramite 9 aziende produttrici, carne suina

La spedizione internazionale riguarda per lo più parti poco utilizzate nel mercato italiano, dalle interiora ad orecchie e piedi. La necessità cinese, fa seguito alla peste suina africana, che ha decimato i capi di bestiame negli ultimi mesi.

 

 

E’ il Climate Change? Le tanto attese Climate actions?  E la sostenibilità? Non conta niente davanti al denaro, alla crescita economica.

E’ la globalizzazione cari lettori, quanto di più distante dall’azione ambientalista spacciata fra tv e giornali. 

 

E’ la verità: e puzza di sterco, come sempre.

 

Segui su twitter @ifatticapitali

 




 

https: https://pixabay.com/it/photos/agricoltura-allevamento-di-animali-4077998/

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *