L’Intervista Capitale a @HuertDeAuteuil : Davide fra diritti LGTB, social e…tv trash.

Davide, all’anagrafe di twitter @HuertDeAuteuil, iscritto dal 2013, 12k followers circa, attraverso il suo account esprime opinioni che trovano grande riscontro sui diritti LGTB, attualità, politica e…la tv trash, di cui è un live twitter fra i più seguiti.

 

 

 Iniziamo con ordine. Hai a disposizione 4 righe, chi è Davide?

 

Davide ancora non sa chi è Davide.

So che tipo di persona vorrei essere, ma non ho ancora capito come diventare la versione di me stesso a cui ambisco: come Balto che non è né lupo né cane, sa soltanto quello che non è.

 

Cosa significa essere gay, in Italia, nel 2019? Ti ha mai creato problemi?

Lo Stato ci considera cittadini di serie B, non abbiamo diritti né tutele, abbiamo imparato a convivere con mille paure diverse.

La strada per la parità è ancora lunga ma arriveremo al traguardo, è inevitabile. Siamo stanchi di nasconderci.

Io sono nato e cresciuto a Reggio Calabria e, purtroppo, gli stereotipi sul Sud mentalmente arretrato sono spesso veri. Ho sempre saputo di essere gay e che non c’era niente di sbagliato in me, ma è stato comunque difficile vivere in un contesto in cui l’omosessualità è considerata una malattia perversa.

Fortunatamente, non sono mai stato vittima di aggressioni fisiche, solo qualche battuta poco felice e qualche “frocio” urlato per strada. Non è facile crescere non avendo qualcuno vicino a te che vive – o ha vissuto – le tue stette esperienze, condivide le tue stesse paure. A 18 anni ho incontrato per la prima volta un altro membro della comunità LGBT e la mia vita è cambiata. Quella persona è diventata la migliore amica e, con il tempo, anche grazie a lei ho trovato il coraggio di essere me stesso al 100%. Ho capito di non essere solo. Dopo molti anni passati a smorzare il mio modo di essere, per adattarmi il più possibile agli altri, mi sono stancato: non mi frega più se gesticolo troppo, se ho una voce acuta o non sono abbastanza virile.

 




 

Facciamo un gioco. Hai 5 minuti di “pieni poteri politici”: come ne disponi?

Abbiamo già avuto troppi politici incompetenti convinti di essere in grado di ricoprire cariche politiche, io conosco i miei limiti.

 

Cederei i miei 5 minuti a qualcuno di preparato e con l’esperienza necessaria (Civati o la Boldrini, dipende da chi risponde prima).

 

Io in 5 minuti manderei il paese in vacca ancora di più di quanto non lo sia già: probabilmente riuscirei anche a far scoppiare qualche conflitto internazionale.

 

 

Cosa rispondi a chi è contrario alle adozioni per le coppie gay?

 

Non rispondo.

Rispondere implicherebbe un dialogo e su determinati argomenti io non riesco a farlo. Non credo ci sia spazio per opinioni personali, la famiglia è un diritto che andrebbe garantito a chiunque. Non c’è una ricetta magica da seguire; un uomo e una donna, due donne, due uomini, non fa differenza. Un bambino per crescere bene ha bisogno di amore, affetto e sostegno, non di due genitori di sesso diverso.

Non è che gli eterosessuali siano tutti biologicamente predisposti ad essere genitori, hanno solo un vantaggio anatomico. Nessuno si preoccupa delle capacità genitoriali degli eterosessuali ( e per esperienza personale posso dire che non basta un padre e una madre per avere un famiglia felice).

 

Perché questa apprensione si manifesta solo per le coppie gay?

 

 

Ti scontri spesso con gli over 40/50/60. Secondo te, cosa non riescono a capire dei giovani che criticano tanto ferocemente?

 

La denigrazione dei millennials è una moda ormai, ma non capisco questo accanimento nei nostri confronti da cosa sia motivato. Sono loro ad averci cresciuto, sono loro ad aver plasmato il mondo in cui viviamo.

 

Noi siamo il frutto della società che loro hanno creato.

 

Preferiscono consideraci dei bimbi viziati che pensano solo al sushi e al nuovo iPhone piuttosto che ammettere di aver sbagliato. Certo siamo privilegiati sotto molti aspetti ma per la mia generazione è un sogno proibito tutto quello che per loro era una certezza. Noi abbiamo i filtri su Instagram, loro contratti a tempo indeterminato e pensione. Scambio equo, no?

 


 

Temptation Island, Grande Fratello, X Factor: vista l’attenzione verso questi programmi, nei quali fai proseliti fra i commenti pungenti che posti, puoi spiegarci cosa attiri così tanto pubblico? Cosa c’è di interessante nell’osservare “le vite degli altri” attraverso uno schermo?

Il trash.

Sono programmi grotteschi e imbarazzanti, questa la chiave del loro successo, almeno sui social.

 

A nessuno frega realmente qualcosa dei concorrenti, a noi piace commentare le situazioni surreali che si creano. Ridiamo di loro, non con loro.

 

Per me il bello dei reality è il live tweeting non il programma in sé e per sé, spesso i commenti sono più divertenti di quello che sta effettivamente succedendo in tv.

Io senza twitter non seguirei neanche Sanremo, figuriamoci Temptation Island

 

 

Che ne pensi dei social?

IT’S A PARADISE IT’S A WAR ZONE.

Possono essere ambienti altamente tossici o delle oasi di pace e serenità, dipende da che social usi, da come lo usi e soprattutto da chi segui.

Rispetto alla “vita vera”, sui social è molto più facile trovare qualcuno che ha i tuoi stessi interessi, il tuo stesso senso dell’umorismo o la tua stessa visione del mondo, ma è ugualmente facile diventare una vittima delle realtà falsate che si creano su internet. L’unica cosa certa è che i social hanno rovinato la politica

 

 

Che ne pensi di Salvini?

È la personificazione di tutto quello che odio, sia dal punto di vista umano che politico.

Non credo di esser mai riuscito a leggere una sua dichiarazione senza avere il voltastomaco.

Ha costruito la sua carriera politica lucrando sull’ignoranza della gente, trasformandola in odio e paura.

E’ arrogante e manipolatore, un campione mondiale di vittimismo, medaglia olimpica nel non prendersi mai le sue responsabilità. Mi fa paura e mi fa ancora più paura chi lo sostiene ed idolatra incondizionatamente.

 


 

Sogni per il futuro?

Un mondo in cui gli happy hippo sono in tutti i supermercati.

 

Grazie Davide, a presto!

 

 

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