80 euro e le mance inutili per una crescita sostenibile.

Erano gli anni 50 quando lo scrittore Ennio Flaiano scriveva: “Questo è il Paese dove si risolvono i grandi problemi con le piccole mance”.  A distanza di quasi settanta anni, la situazione è rimasta invariata, e la NADEF è lì a dimostrarlo.

 

Con una riforma delle tasse misto fantasia – carità, a partire dal 2020 gli italiani che dichiarano meno di 26 mila euro annui lordi, vedranno rimpinguare le proprie tasche di circa 230 euro. Dal 2021, si dovrebbe arrivare fino a quota 500 euro.

 

Se la notizia è positiva per quanti beneficieranno di tale scelta, per il bilancio del Paese si aggrava la situazione debitoria.

 


 

Mantenere le fallimentari riforme di Quota 100 e del Reddito di Cittadinanza (sono ancora a spasso i beneficiari – sempre se non sono stati indagati), e mettere in conto mini incentivi di tale portata, significa aumentare il debito pubblico, oltre a mancare quasi certamente l’obiettivo: con poche decine di euro in più,i consumi degli italiani resteranno gli stessio rimpingueranno i soldi fermi sui c/c (ad oggi, ben 1.400 miliardi).

 

Accendereste un mutuo, prendereste un finanziamento minimo, sulla base di danari che possono essere tolti per necessità di bilancio, già fra pochi mesi?

 

Altresì, garantire le coperture per tali misure attraverso una guerra all’evasione che vorrebbe portare 7 miliardi di euro nelle casse dello Stato, non sembra davvero una certezza grantica da presentare a mercati e Istituzioni.

L’Europa vorrà crederci?

Probabilmente sì, ma solo per aiutare il nuovo Governo concederà ulteriore flessibilità. Anche perché, in caso di fallimento ed evasori non scoperti, indovinate chi pagherà il conto?

 


 

Mario Draghi è arrivato alla fine del suo mandato.

I colpi di bazooka a difesa del sistema sono stati tutti sparati e, come ultimo monito, egli si è raccomandato di investire su riforme strutturali, per mantenere sostenibile un debito monstre.

 

I nostri rappresentanti politici, dal canto loro, continuano a mettere fiori nel cannone di Draghi, e procedono a regalare mance a pioggia, lasciando che il mondo dell’imprenditoria, lo stesso che da la possibilità di occuparsi, sopravviva con le sue sole forze (magari chiudendo un occhio sull’evasione…).

 


 

Quì non si tratta di essere dalla parte del padrone, ma dalla parte del buon senso: per rilanciare la crescita in modo stabile, ed assicurare lavoro al maggior numero di persone, non bastano i 100 euro in più al mese, ma servono politiche mirate per lo sviluppo industriale.

 

L’Italia resta fra i primi 5 Paesi più indebitati al mondo: non si può esultare se si combatte con i numeri ogni tre mesi, solo per mantenere la sopravvivenza di un popolo.

La necessità di costruire stabilità economica, non passa per le mance, ma attraverso investimenti strutturali seri, costosi, anche a livello elettorale: per questo motivo, da anni, nessuno riesce seriamente a rilanciare l’Italia, limitandosi a passarle dei brodini buoni per a restare in vita.

 

Quando capiremo tutti che non si può avere botte piena e moglie ubriaca?

 


 

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foto https://pixabay.com/it/photos/busker-cappello-soldi-raccolta-3293754/

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