A difesa di Luca Fausto Momblano.

“Guardiola, Guardiola, un big, Guardiola, un big, un big, Guardiola”. Il mantra di Luca Fausto Momblano risuona sempre più forte nelle orecchie dei tanti giornalisti sportivi “di sistema”, dalle tv alle testate storiche, con l’effetto fastidioso che producono le sirene alle orecchie dei cani.

Al di là di chi sarà l’allenatore della Juventus nella prossima stagione, “la guerra” fra “giornalisti di sistema e non” ha una sua prima, ufficiale battaglia, marchiata nel nome dello spagnolo Pep Guardiola.

Fra promesse di pianti, arresti, e chi più impazzisca si curi, l’attenzione mediatica attorno alle voci su Guardiola- di cui per primo si è fatto megafono Luca Fausto Momblano – si è traslata dall’effetto borsistico di una voce, al concetto stesso di “notizia”, di cui, pare, solo i giornalisti più riconosciuti possano farsi oracoli.

Partiamo dal passato, come sempre si dovrebbe fare nell’analisi di ogni evento.

Luca Fausto Momblano, con l’arrivo di CR7, ha sbugiardato centinaia di colleghi. Coloro che chiamano i giocatori per nome, li abbracciano amichevolmente, e dei quali, a volte, hanno i numeri di telefono, sono arrivati in ritardo di settimane all’appuntamento con la notizia sportiva del 2018.



In questo senso, la reazione dei principali protagonisti del giornalismo sportivo all’affaire Guardiola, è abbastanza inusuale, se non preoccupante – sicuramente corale –  prestandosi a messaggi  da convetticola, clubbino, casta.

Superando con uno scatto di snobismo le dinamiche su Guardiola / Sarri alla Juve, si è perso di vista che, nel mondo del giornalismo sportivo,  “la notizia”, intesa come fatto accertato, è un concetto labile, se non un’assoluta chimera.

Appellarsi alla “certezza dell’evento” prima di diffonderlo, porterebbe ben presto i giornalisti sportivi a richiedere il reddito di cittadinanza. Ciò di cui questo mondo si nutre è, infatti, nient’altro che l’opinione personale : la voce sentita, la fonte “che dice che..”, il parere su questa o quella qualità di giuoco.

D’altronde, se le Testate giornalistiche più rinomate – in totale declino dal punto di vista delle vendite – dovessero pubblicare solo “notizie certe”, come richiesto dai “sacerdoti”, sfogliare un giornale equivarrebbe a guardare una serie di risultati dai campi, l’unica cosa certificabile nel mondo dello sport.

I cambiamenti comportano sempre delle resistenze, ed in questo la reazione di molti giornalisti affermati a livello mediatico è normale. D’altro canto, se oggi l’ultimo dei blogger può sapere in anticipo chi arriverà alla corte di Agnelli, domani che futuro avranno i loro dibattiti?

Il modo in cui ci si difende dal nuovo che avanza, è stato – in questo caso e a nostro modo di vedere –  grottesco, imbarazzante, stupido: ma questa, in fondo, non è una notizia.

Parliamo di sport: chi avrà ragione, alla fine, guadagnerà in credibilità ed audience.



 

foto: https://www.calciostyle.it/calciomercato/juve-guardiola-city-pochettino-altre-conferme.html

 

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