Come Jeff Bezos ed Amazon si stiano prendendo il mondo.

Questa è la storia di Jeff Bezos, un uomo che, nel 1994, inizia a vendere libri sul sito cadabra.com, poi diventato Amazon.com nel 1995, allargando la sua offerta anche ai cd musicali e dvd. 

Con un salto temporale, superando, fra le tante difficoltà, la bolla del “dot com”, arriviamo al 2017, anno in cui Amazon ha prodotto un fatturato di 177,9 miliardi di dollari, con un utile netto pari a 3 miliardi di dollari. Il 2018 sembra possa portare numeri ancora maggiori, con il Cyber Monday di inizio 2019, che ha fatto segnare la performance di vendita migliore di sempre.

Chiamare Amazon “società” non è propriamente corretto. Il colosso statunitense è ormai un gigante che si muove su ogni continente, schiacciando tutto quello che trova sulla strada.




Negli anni, attraverso il suo sito e con l’esplosione dell’e-commerce, Amazon ha eliminato ogni intermediazione fra produttore e acquirente; fondato una sua linea di prodotti (amazon basic), consentendo, allo stesso tempo, di mettere a disposizione la propria vetrina per quanti vogliano veicolare i loro prodotti nel sito (dietro pagamento, ovviamente).

Nulla avviene per caso. guardando gli investimenti fatti fra il 2000 e il 2018, Amazon è riuscita a raggiungere tale centralità nel mondo del commercio (e non solo) grazie ad un processo di crescita per tappe, un modello che viene studiato in tutto il mondo.

I passaggi fondamentali:

  • dopo aver superato la bolla del “dot com”, alla fine degli anni 90′, Bezos si affida a ditte di ricerca e studio sulle abitudini dei fruitori di servizi internet;
  • raggiunta una discreta solidità finanziaria, Bezos si avvicina al mondo del “sociale”, tramite donazioni e raccolta fondi capaci, fra l’altro, di aumentarne la visibilità;
  • contemporaneamente, Amazon moltiplica servizi, funzionalità e modalità di acquisto dal sito (es. Amazon Basic, Prime etc.);
  • Bezos fonda una infrastruttura cloud globale che inizia a primeggiare nel mercato: a distanza di qualche anno, detiene così la conoscenza di tutti i gusti, mode e sogni dei suoi clienti, senza dover più pagare alcun studio di ricerca;
  • da qualche anno Amazon è anche entrato nel mondo della finanza: attualmente è la società più avanzata nel settore bancario, con Amazon Pay (suo portafoglio digitale) che fattura 90 miliardi di dollari all’anno, oltre 33 milioni di clienti business in 170 Paesi, e una quantità sempre maggiore di prestiti erogati verso i propri clienti (principalmente coloro che vendono attraverso la piattaforma). Con l’ingresso della direttiva europea PSD2, la possibilità di trasformarsi in un vero e proprio Istituto di credito è sempre più forte. 

 

 

La vivacità di Amazon in acquisizioni e investimenti, è stata oggetto di dubbi e perplessità per molto tempo. Ad oggi, la sua capacità di spesa le consente di non rischiare alcun crack, salvo stravolgimenti legislativi imposti dai Paesi in cui opera.

Se in alcune aree di mercato ancora non riesce a penetrare con efficacia, come nel caso dei prodotti alimentari, il tempo e le abitudini della società in cui viviamo giocano certamente a suo favore. E’ prossima l’apertura dei temibili “supermercati Amazon” che rischiano di aggredire un settore, però, fortemente competitivo e che già fa cartello da anni.

In ogni caso, le bocche di fuoco di Amazon sono così potenti da poter entrare in tutti i settori di suo interesse e fagocitare gli avversari, oppure contendere ad altri colossi – vedi Netflix vs Amazon Prime Video – mercati nei quali si affaccia gradualmente, per poi strutturarsi ed espandersi.

Per quanto riguarda la presenza di Amazon in Italia, l’ultima notizia che riguarda l’autorizzazione a diventare “operatore postale” rischia di mandare in crisi Poste Italiane e gli altri 4.600 operatori del settore. 

Quale sia il futuro dei servizi postali non è dato saperlo; di sicuro, per il mercato, la presenza di pochi giganti (google, amazon etc.) renderà la vita sempre più difficile ai piccoli imprenditori così come alle società di media grandezza.

E’ solo questione di tempo (un non luogo come internet) materia nella quale Jeff Bezos sembra avere lo sguardo più profondo degli altri, dal 1994.

 

foto https://www.pexels.com/photo/amazon-buy-box-close-up-digital-marketing-933831/

 

 

Un pensiero riguardo “Come Jeff Bezos ed Amazon si stiano prendendo il mondo.

  • Novembre 29, 2018 in 4:27 pm
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    Amzon è semplicemente il futuro, E a quanto pare lo era già nel 94 quando il mercato online esisteva ma aveva poco piede. Si è saputo imporre con le proprie strategie aziendali mirate a “coccolare” il cliente, ci ha reso gli acquisti più semplici, a prezzi concorrenziali con un’ infinità di prodotti per tutti i gusti. Praticamente impossibile cercare qualcosa e non trovarla sul portale. Resi gratuiti e tempi di spedizione rapidissimi hanno fatto si che sempre più persone si sono affacciate nel portale rimanendo catturati dalla semplicità di acquisto e dalla rapidità di spedizione. Servizio clienti efficientissimo.
    Per quanto riguarda Amazon vs Poste Italiane in breve tempo la corrispondenza cartacea scomparirà del tutto con o senza amazon a mettere i bastoni tra le ruote. Il monopolio appiattisce, la concorrenza fortifica e spinge a migliorarsi. Non resta che aspettare e vedere che succede. Ma sono convinto che se dovessero crearsi nuovi posti di lavoro questa “inteusione” non è affatto negativa.

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