Autocertificazioni e foto scattate a nostra insaputa. @giuliaselvaggi2 ci spiega che




dì Lorenzo Guidantoni – Twitter @GuidaLor

 

Carissima @giuliaselvaggi2, eccoci di nuovo qui per un’altra intervista capitale. Vivo nel terrore che, prima o poi, mi presenterai la parcella…

Sai che l’idea non è malvagia? Magari dalla prossima.

 

Una domanda che non è più banale: come stai?

Sto abbastanza bene. Un po’ provata dalla “vivacità” dei miei figli ma alla fine me la cavo, provo a trasmettergli pensieri positivi, a non fargli patire questa reclusione in casa che alla lunga, per quanto al momento gioiscano del fatto che le scuole siano chiuse, potrebbe pesargli. Così passiamo dall’inventarci storie divertenti al fare battute macabre, dal disegnare al cantare.

In più, a differenza di molte altre famiglie, abbiamo uno spazio esterno abbastanza ampio e si possono sfogare correndo, andando in bici, giocando a nascondino. Insomma, direi che non possiamo proprio lamentarci.

 

In un momento storico davvero confuso, con decreti che si inseguono e complesse norme da tradurre nel linguaggio comune, ho trovato il video che hai diffuso sul tema autocertificazioni una perla: quello è vero giornalismo e corretta informazione.

Puoi tradurre in poche righe a cosa vanno incontro gli incoscienti che girano per strada, senza la giustificazione degli ormai noti, indifferibili motivi?

Dunque: molte persone pensano che uscire di casa al di fuori delle ipotesi consentite dia luogo, nel caso di un controllo da parte delle forze dell’ordine, ad una mera multa come ad esempio quella cui si va incontro in caso di circolazione senza aver provveduto ad allacciare la cintura di sicurezza.  In realtà occorre fare i conti con una norma di carattere penale ossia l’art. 650 c.p.  e quindi non bisogna pensare che pagata la multa il problema sia risolto.

Non è una multa e il problema è tutt’altro che risolto. L’inosservanza di un provvedimento dell’Autorità è un reato con tutto ciò che ne consegue.

 

E chi dichiara il falso nell’autocertificazione ?

Guarda: gli articoli che in teoria potrebbero essere contestati sono il 483 e il 495 cp.

Ma un conto è che vengano contestati, un altro è che la contestazione sia fondata e che possa portare ad una condanna. Il problema di fondo è sempre lo stesso: c’è molta confusione.

In tanti ad esempio si sono interrogati sulla portata di una frase contenuta nel nuovo modello di autocertificazione (dichiaro di non essere risultato positivo al virus COVID-19) e temono che dichiarare di non essere positivi nel caso in cui non sia stato eseguito il tampone, possa equivalere ad una dichiarazione di falso ove successivamente si risultasse positivi. In realtà non è così.

E in ogni caso mi preme sottolineare un principio cardine del nostro ordinamento secondo il quale “nessuno può essere obbligato ad affermare la propria responsabilità penale”.

Suggerisco tuttavia quanto già detto altrove: non uscire di casa, farlo solo nei casi consentiti, munirsi di autocertificazione. Quello che dovrebbe prevalere sempre è il buon senso, non interpretato a nostro piacimento ma finalizzato ad evitare contagi.



In Italia ha preso piede una brutta abitudine: fotografare sconosciuti per strada e pubblicare il materiale sui social. Che ne pensi?

Ritengo questa condotta di una gravità assoluta. Ho infatti avuto modo di vedere in questi giorni volti di bambini fotografati e postati sui social come fossero oggetti. Ovviamente tutto ciò avviene senza chiedere il consenso ai genitori e senza avere almeno il buon senso di coprire il volto.

Purtroppo non me ne stupisco. Molti credono di essere migliori, di essere bravi a rimanere a casa e per ciò solo si sentono autorizzati a fotografare anche dal proprio balcone chi cammina per strada. La verità è un’altra:  ci si dimentica che esistono famiglie disperate più di altre, con bambini disabili, con anziani, con persone che soffrono di depressione e che hanno l’assoluta necessità di uscire anche solo per una passeggiata che spezzi quella immutabilità della giornata.

E forse tanti non sanno che le foto ottenute senza il consenso allo scatto e postate senza il consenso alla pubblicazione costituiscono una violazione della privacy che può concludersi con una condanna di risarcimento ove ciò rechi nocumento alla persona finita a sua insaputa sui social.

Spero davvero che ciascun cittadino la smetta di ergersi a sceriffo e smetta di spettacolarizzare ogni situazione, specie quando ciò non serve a nulla se non a prendere like.



All’inizio dell’epidemia sei stata fra le poche persone a preoccuparsi della gestione del mondo carcerario. A tuo modo di vedere perché la politica non lo ha fatto per tempo?

La situazione carceraria è nota a tutti da sempre e spiace che qualcuno se ne ricordi solo in questa fase di emergenza.

La “politica” che avrebbe dovuto occuparsene non ha saputo prevedere ed evitare che accadesse quello che è successo. Credo sia proprio un problema di forma mentis, il giorno dopo le rivolte carcerarie ho avuto modo di ascoltare una parte dell’intervento del Ministro della Giustizia e io non ci giro attorno su questo cose: chi ha a che fare con il mondo carcerario sa che Bonafede non è in grado di sostenere una situazione delicata come quella attuale.

I detenuti non dovevano essere abbandonati, avevano e hanno bisogno, come ciascuno di noi, di rassicurazioni. Privarli dei colloqui senza una tempestiva informazione di quanto stava per accadere ha provocato, da parte di alcuni di loro, rivolte, danneggiamenti, incendi e ahimè, anche morti.

Tutte condotte che, sia chiaro, condanno ma che riesco a comprendere. In carcere, per quanto molti non vogliano accettarlo, ci sono persone che in questi giorni hanno donato anche piccole quantità di danaro per l’emergenza coronavirus e alcune carceri si stanno attrezzando per allestire laboratori che produrranno mascherine. Ma a molte persone questo non interessa: chi è dentro deve rimanerci, non ha nemmeno diritto di aver paura.



Questa esperienza, con le dovute differenze, per molti italiani assomiglia a quella carceraria. Pensi che una volta passato tutto gli italiani daranno alla libertà il giusto valore?

No, penso che una volta passato tutto gli italiani saranno esattamente come erano prima e come sono ora: la libertà ha un valore assoluto solo se riguarda noi. Se invece riguarda chi ha sbagliato, anche solo commettendo un reato colposo, non ha alcun valore.  Il coronavirus non farà cambiare idea ai giustizialisti anzi, rafforzerà le loro convinzioni.

L’unica cosa che mi auguro è che a capo di un Ministero come quella della Giustizia arrivi prima o poi una persona che invece di preoccuparsi di indossare la divisa da poliziotto, montare e pubblicare il video di Cesare Battisti rientrato in Italia, riconosca ai detenuti la dignità di essere umani e non la dignità di scarti.

Grazie @giuliaselvaggi2 per questa intervista di “pubblica utilità”!

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One thought on “Autocertificazioni e foto scattate a nostra insaputa. @giuliaselvaggi2 ci spiega che

  • Marzo 19, 2020 in 7:28 am
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    Grazie, una bella intervista.

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