Calenda e Renzi hanno la valigia in mano? E allora il PD?

Democratici ortodossi vicini al Segretario Zingaretti; Renziani fedelissimi al leader; Calendiani convinti della necessità di un nuovo partito liberal democratico.

Dentro la sede del PD  le correnti interne erodono una pavimentazione sempre meno solida, sopra la quale Zingaretti prova a stare in equilibrio per non creare strappi che potrebbero risultare fatali.

 

L’elettorato del Partito Democratico scalpita, difendendo questa o quella idea di futuro, mentre il Governo fa il bello ed il cattivo tempo.

Renzi è ingombrante sia per Zingaretti che per il PD.
Ogni volta che rivendica il suo operato ed espone idee differenti dalla Segreteria con il rimbalzo mediatico dei suoi fedelissimi, una nuova crepa insanabile si apre fra lui, il resto del partito e parte dell’elettorato ortodosso di cui sopra.

 




 

Gli elettori renziani sono i più fedeli al leader, disposti a seguirlo ovunque.
Quanto valga elettoralmente questa truppa non è dato saperlo, ma la tentazione di andarsene via da una realtà in cui non è piú possibile stare “al centro delle manovre” lo costringerà a formare un suo Partito?

Siamo Europei è sempre più vicina a diventare una nuova realtá politica. La tentazione di Calenda è forte Anche qui, l’incognita è la stessa di Renzi: con quale peso elettorale ci si allontanerebbe dal PD? 

Una volta uscito dal Partito, Calenda e Siamo Europei in che termini potrebbero ancora dialogiare con il PD per scalzare l’egemonia salviniana?

Storpiando la citazione di Clint Eastwood: Liberismo moderato da una parte, presunto socialismo dall’altro, l’Italia progressista nel mezzo.

 

Il carisma di Calenda è innegabile, ma può bastare a fare da collante per la formazione di un partito politico “di peso”?

 




Zingaretti è accerchiato dai renziani, braccato dai Calendiani, scosso dai Bersaniani, ma, soprattutto, è in difficoltà nel far sentire la voce di una opposizione che non arriva agli scontenti.

Il suo programma è quasi ignoto all’opinione pubblica, l’empatia con gli elettori minima.

Il segretario del PD continua a girare l’Italia con scarso risalto mediatico, ripetendo come un mantra: “Costituente delle idee, costituente delle idee!!”  Il mio regno per una costituente delle idee, aggiungiamo noi.

 

La  forza di Zingaretti risiede nella tradizione rassicurante dell’ultimo partito voglioso di guardare a sinistra: ma cosa significa oggi questo termine?
In tal senso, la domanda è valida anche per  Calenda e Renzi: chi vogliono rappresentare?
Gli operai? I colletti bianchi? Gli imprenditori? Le minoranze? I precari o i pensionati? Di fronte a queste domande gli elettori continuano a scontrarsi, così come fanno i loro rappresentanti, alcuni dei quali hanno iniziato a fare le valigie….

 




 

Il Paese è in sofferenza, qualcuno avverta la sinistra italiana che c’è bisogno di unitá d’intenti.

 

 

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Foto: https://pixabay.com/it/photos/tempo-per-un-cambiamento-coraggio-897441/

 

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