Aveva ragione lui?

Per un politico non è facile scegliere di interrompere le comunicazioni social, figuratevi per Calenda, caratterialmente il politico più “di petto” dell’attuale centro – sinistra nostrano.

 




 

Ma il politico romano, smussate le spigolature di un carattere tutto sommato “difficile”, è uomo intelligente.

Vista la mal parata e l’assedio dei Renziani ai suoi danni (quelli democratici), prima dell’inizio delle trattative fra M5S e PD, si è ritirato in un silenzio assenso, contrariato dal cambio di rotta della Segreteria di Zingaretti; fermamente convinto dell’impossibilità di ogni dialogo con i grillini.

 

Seduto sulla sponda, Calenda osserva una trattativa grottesca andare avanti a singhiozzi, attorniata da un circo mediatico che la sta rendendo una serie televisiva. Siamo ben lontani dall’arte della politica.

 

 


 

L’assenza, come successo per Renzi, calmiera gli animi e rinvigorisce l’elettorato che ne anela il ritorno.

 

Adesso che “la trattativa” prende una brutta piega, con Di Maio e i grillini sempre più convinti delle loro idiozie (taglio poltrone immediato senza riforma), imposizione del Conte Bis, dopo che Renzi lo ha pubblicamente accusato di un pessimo lavoro, Calenda sembra pronto a tornare al centro della battaglia.

 

Continuiamo a credere che le elezioni si avvicinino e che Zingaretti, pur avendo inaspettatamente alzato parecchio la voce in questi giorni, ha commesso un grave errore nel seguire la linea “di e per” conto di Renzi, avvicinando un Movimento che continua ad essere inaffidabile, almeno per il PD.

 

Quando tornerà a farsi sentire, Calenda ricorderà  che lui  “lo aveva detto?”

 

Se si andrà al voto, o il M5S farà una delle sterzate tattico politiche più vergognose della storia repubblicana, Calenda continuerà a stare nel PD, sottostando alle linee di una segreteria non sua, o cercherà di strutturare “Siamo Europei” come Partito?

 

Il tempo è galantuomo.
Calenda lo sa, noi pure.
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