Ring PD: chi vuole l’alleanza con i 5Stelle? Renzi, Calenda, ortodossi e tentati…

Vista e considerata la crisi dei 5Stelle, il caso Russiagate e le difficoltà di Salvini, il PD ha avuto la brillante idea di spaccarsi, come al solito.

Ciò che Zingaretti sta cercando di gestire assomiglia sempre più ad un fantastico fenomeno sociale da osservare, studiare, cercare di comprendere, non ad un monolotico partito riformista in un momento di grave crisi per il Paese.

 

 

Il PD di oggi, dalla base ai vertici, sembra
l’apoteosi del condominialismo:
si aprono discussioni con formale unità d’intenti
e si finisce con risse di fantozziana memoria.
Il tutto a finestre aperte, per la gioia delle destre.

 




 

Il wrestling che gli elettori stavano facendo sui social già dopo le europee, dividendosi in Calendiani, Renziani e Zingarettiani, ha trovato terreno fertile dopo l’ipotesi filtrata in questi giorni, tramite giornali, di una alleanza con i 5stelle, per il prossimo futuro.

 

Se dai vertici ci si attende serenità, quanta più chiarezza possibile sulle linee strategiche per il futuro – e Zingaretti  è stato categorico – molti volti noti sono entrati a a gamba tesa nella rissa social per testare ancora una volta il loro  peso ed il seguito sul quale potrebbero contare un domani.

 

Guardando dall’alto questo ring possiamo circoscrivere 4 gruppi: i renziani, i calendiani, gli ortodossi, ed i “tentati nel deserto”, non dal diavolo ma dai grillini, anche se per molti le due cose si equivalgono.

 

I Renziani hanno levato subito gli i scudi nel noto “#senzadime”, contro l’ipotesi di un’alleanza con i 5Stelle.
La loro posizione è molto chiara: nessuno è meglio di Renzi (siamo al limite del “quando c’era lui). I suoi elettori sono pronti a seguirlo ovunque, anche lontano dal PD.

 




 

Ai Calendiani non manca l’attrazione per il “leader forte”, li stuzzica l’idea del centrismo ma soprattutto si sentono dei fattivi: poche chiacchiere e muso duro
A volte sono ex elettori di Renzi, abbastanza delusi ma pronti a riconciliarsi. In ogni caso, provano la stessa repulsa  dei renziani per l’eventuale avvicinamento ai 5Stelle.

 




 

Gli ortodossi, o Zingarettiani, sono i più pacifici.
Vorrebbero tenere tutto unito, ma è evidente che nonostante le smentite di possibili avvicinamenti ai 5Stelle, la leadership di Zingaretti è minata giorno per giorno dalle forti personalità su citate, pronte a staccarsi dal PD, seppure con un “restiamo amici, arrivederci”, al primo mezzo errore.

 

“I tentati” sono un’entità. Alcuni vedono in Franceschini uno dei più volenterosi tessitori di questa trama che porterebbe al ribaltone di Governo, ma le modalità con cui si lavora sono silenziose, quasi da carbonari 4.0.
Il problema dei “tentati”, se non sono giostrati da qualche personalità di cui sopra, è che il loro piano è stato GIà svelato, ed ha spaccato gli elettori in due parti, di cui la più grande sembra essere contraria ad ogni forma di alleanza.

 

 

 

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