Caso FCA – Renault : il liberismo non è un Taxi.

“Il PD ha bisogno di un partito liberal – democratico al centro”. Le “liberal democrazie”. “Io sono un liberale”. Quante volte lo sentiamo dire? Quante volte siamo costretti a leggerlo?

Partiamo dalle basi allora: cos’è il liberismo?  Senza entrare a piè pari nei volumi di economia (ai quali comunque vi  rimandiamo), questo termine sta ad indicare una teoria che sostiene e promuove la libera iniziativa e il libero mercato, come unica forza motrice del sistema economico, con l’intervento dello Stato limitato al più alla realizzazione di infrastrutture e servizi primari.

Il caso FCA – RENAULT/NISSAN con una fusione che potrebbe portare la sede principale del Gruppo da Torino a Parigi, e con il paventato rischio di chiusura delle fabbriche in Italia, ha fatto trasformare tutti i soloni, soprattutto quelli della presunta sinistra moderata, da liberisti a comunisti.

Ora che l’accordo rischia di prendere forma, si invoca l’intervento del Governo, il quale, non si capisce in che modo, dovrebbe farsi sentire con gli Elkann, per evitare la fusione o, quanto meno, per mettere becco sul bussines plan di una multinazionale, della quale non possiede nemmeno lo 0,000001%.




Prendere nota per tutti i liberisti: Renault è al 15% di proprietà della Francia, che ha tutto il diritto di mettersi al tavolo delle trattative, fare richieste, pretendere una sedia nel Cda che dovrebbe essere guidato da John Elkann. L’Italia ha lo 0% di FCA e, cioè, a regola d’arte (di mercato), non ha voce in capitolo.

Allora? In che modo può intervenire concretamente un Governo su di una multinazionale? Perché siamo stati impotenti con i Gucci i Versace etc. ed ora potremmo salvare qualcosa?

Eppure il caso Mercatone Uno è dietro l’angolo. Di fronte al volere di un mercato che rifiuta “il prodotto”, il destino di un’azienda è segnato: mica siamo l’URSS. Il mercato agisce per conto proprio, soprattutto in una globalizzazione che lo porta a marcare territori nuovi, a risiedere nei paradisi fiscali, ad impossessarsi del più piccolo, a centralizzare, a digitalizzare, a tagliare risorse umane in favore del risparmio e dell’efficienza della tecnologia.  E’ il nuovo mondo baby, è il mercato libero.

Allora, viviamo nell’URSS? “Questo non credo” risponderebbe un vecchio ex Senatore.

L’URSS è morta, evviva l’URSS? Bè, strano sentirlo dire dai “liberisti”.

 

 

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