Conclusa la favola degli Stati Generali




Il libro dei sogni è lì, aperto sul tavolo dei desideri del Premier Conte, grande cerimoniere nella settimana degli Stati Generali, da lui indetti in Villa Pamphili per trovare il rilancio di un Paese ancora coinvolto nel problema covid, nonostante gli sbandierati studi di enti e centri di ricerca annunciassero già in aprile che il caso zero, a livello nazionale, si sarebbe registrato entro luglio.

 

Il mondo della cultura viene ospitato nell’ultimo giorno di incontri con il Premier, sperticandosi in idee di rimboschimento, miglioria delle periferie, centralità dello spettacolo nell’economia nazionale e finendo per dare a tutti un caro saluto con le note di “Luce”, intonate da Elisa su cortese richiesta di Giuseppe Conte.

 

Dalla serie di appuntamenti degli Stati Generali, dovrà uscire ben presto un programma definito, per un mondo produttivo in smartworking – prima beatificato e ora demonizzato – un Pil al -9% nella migliore delle ipotesi, un milione di posti di lavoro a rischio e il calo dei consumi verticale, nonostante la mano libera data a ristoranti, stabilimenti balneari e negozi, con le vecchie regole di prevenzione che si allentano ogni giorno di più.

 

Sarà quel che sarà, Conte ha ottenuto la sua passerella.

Adesso c’è bisogno di concretezza e soluzioni: il tempo dei punti stampa è finito, l’estate è in arrivo ma settembre è dietro l’angolo.

 

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Foto https://pixabay.com/it/photos/rinascimento-statue-schallaburg-782263/

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