Coronavirus: troppo da scrivere. Fermiamoci a riflettere.




Se il porno è l’erotismo degli altri, la sequela di casi da covid-19 riportati dalla stampa main stream, senza soluzione di continuità, rischiano di rappresentare l’osceno sociale. Roba per stomaci forti o bulimici dell’orrore.

Effectus trascendit finem : siamo informati su ciò che dobbiamo fare, non inseguiamo la cronaca morbosa ammorbandoci.




In un momento solenne, pur nella sua vivacità, la sola cosa da fare per utenti social, blog e siti minori è quella di fermarsi o quanto meno limitare il proprio attivismo, evitando di generare ulteriore confusione.

L’Italia sta chiudendo. Dalle scuole ai musei, dagli incontri pubblici alle iniziative private, il ritiro di una società davanti all’emergenza del virus è un racconto apocalittico quotidiano che non migliora nessuna condizione.

Per questa via, non forniremo costanti aggiornamenti  sul coronavirus, né tramite le pagine social né con articoli. Salvo eventi di “portata notevole”.



Un umile invito alla calma, per favorire la chiarezza informativa che, oggi, non passa più dai continui bollettini della stampa ma è affidata al Governo e agli uomini di scienza.

Il titolo di un vecchio film con Johnny Dorelli recitava: “State buoni, se potete”.

Il consiglio è lo stesso, per tutti.

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Foto https://pixabay.com/it/illustrations/connessione-covid-19-coronavirus-4884862/

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