Così può farsi vent’anni.



 

Come in una partita di tennis le opposizioni stanno soccombendo a Salvini, incapaci di comprendere la conformazione del terreno di gioco e la tattica per governarlo; si rammaricano dei potenti dritti dell’avversario ma non si preoccupano di migliorare il rovescio in risposta. Inabili nel ribaltare la situazione, palleggiano e prendono tempo, oppure scopiazzano (male) il miglior colpo del contendente. La sconffita così è certa.

IL CAOS MIGRANTI

Un’informazione scorretta ha portato l’opinione pubblica a credere nell’assedio dei migranti verso l’Italia: niente di più falso. I numeri relativi agli sbarchi (da noi pubblicati, fonte Min. Interno) ci dicono che sono arrivate in Italia solo 2.100 persone da gennaio a luglio 2019.

Partendo da questo presupposto, mettere al centro dell’attenzione l’eroe di turno (Carola Rakete o chi per voi) contro un popolo sostanzialmente razzista ed  impoverito, che vede nell’emigrante un ladro o il pericoloso comopetitor nel selvaggio mondo del lavoro, non giova a nessuno se non a Salvini.

 

E LA SINISTRA?

 

I rappresentanti diell’opposizione sembrano incapaci di partorire idee alternative alla poltica del Governo Gialloverde.

Sull’immigrazione non c’è una linea comune. I vertici del PD si comportano come il confuso Nanni Moretti di Ecce Bombo, impossibilitati nel fare chiarezza a sè stessi, confondono anche il proprio elettorato:  “Appariamo troppo di destra se diciamo che non possono entrare tutti – perdendo la possibilità di drenare qualche voto a Grillo –  o ci avviciniamo all’amore hippie per l’eroe di turno, sfidando la realpolitik ed un Paese incattivito che ci accusa di essere anti italiani?”.

Nel mezzo baruffe, personalismi, rivendicazioni del passato e sfide su un futuro sempre più lontano.

Il linguaggio di chi osteggia questo Governo, dai rappresentanti politici ai vip politicizzati, è diventato di destra: aggressivo, brutalmente diretto, segno di un chiaro sintomo di impotenza che aiuta Salvini a rafforzare la sua posizione.

 

 




 

Anche sull’economia non si registrano linee comuni ed idee alternative, qualcosa capace di sfidare il personalismo di Salvini.

Se il leader leghista promette meno tasse o lo scontro con l’Europa, dal quale, insieme al Governo, è uscito indenne grazie a riforme del passato (fatturazione elettronica), le opposizioni non comunicano quali manovre aiuterebbero il rilancio del Paese.

 

A fronte dell’alto debito pubblico e dei paletti imposti dal deficit/PIL, la verità è che una forte mediazione per la “situazione Italia” è necessaria ma, anche in questo caso, pur di apparire progressisti ed europeisti convinti, i rappresentanti di quella che fu la sinistra si perdono nell’attacco personale a Salvini e i suoi, senza esprimere valide alternative.

In Italia abbiamo avuto 20 anni di Giolitti; 20 di Mussolini; 30 anni di DC; 20 anni di Berlusconi. Il motivo? Una parte politica sapeva spaventare e  rassicurare al tempo stesso, prendendo gli italiani “per la pancia” mentre faceva il bello ed il cattivo tempo; sull’altro versante  ci si appiattiva, si litigava, si alienavano soluzioni sull’altare di infinite discussione all’aderenza o meno verso pilastri idealistici, oggi sempre più confusi e distanti dalla realtà.

L’Italia vuole 20 anni di Governo Salvini e/o Gialloverde? Così li avrà.

 




 

FOTO : Di U.S. Department of State from United States – Italian Deputy Prime Minister Salvini Signs Secretary Pompeo Guestbook, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79762752

Di U.S. Department of State from United States – Italian Deputy Prime Minister Salvini Signs Secretary Pompeo Guestbook, Pubblico dominio, Collegamento

Per contatti ed invio contributi: postamaster@ifatticapitali.it

 

 

 

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