Cozze pelose e divisioni: il caos pugliese.







 

Le prossime elezioni regionali rischiano di segnare la definitiva spaccatura di una maggioranza composita ed eterogena.

 

Zingaretti resta sulla graticola: fra mille polemiche e l’insoddisfazione di molti big, in Puglia il PD appoggia la ricandidatura di Michele Emiliano, nonostante le critiche dell’attuale Presidente verso il Partito e le alcune scelte discutibili negli anni di intensa gestione della regione.

 

La tattica del Segretario continua a essere quella della “mantide religiosa”: coccole e tentativo di drenaggio dell’elettorato pentastellato, che in Puglia candida Antonella Laricchia, in passato già corteggiata da Emiliano per un ruolo nella Giunta, ma con esito negativo.

 



 

Sul versante opposto di quello che una volta si chiamava centrosinistra e oggi è ancora alla ricerca di un nome, Italia Viva annuncia la candidatura in Puglia di Ivan Scalfarotto, con l’appoggio di Azione, partito fondato da Carlo Calenda che stenta a trovare figure di rilievo da affiancare all’onnipresente leader.

 

Baraonda generale, scarsa coesione sbandierata senza timore dai partiti di maggioranza e risposta del centrodestra che candida Raffaele Fitto, già Presidente della regione Puglia dal 2000 al 2005, oggi in FDI, da lungo tempo tessitore di rapporti nella terra degli ulivi devastati dalla Xylella: un male cominciato in sordina, un’emergenza gestita male, una debacle ormai totale.

Qualche similitudine viene in mente, no?

 

dì @GuidaLor

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Foto https://pixabay.com/it/photos/castel-del-monte-andria-ottagono-3855013/

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