Dalla nave dei folli a quella dei virus. Il COVID- 19 e la Westerdam.




Il mito della nave dei folli narra di 111 persone che viaggiano per mare fino ad arrivare al Paese di Cuccagna. Il pittore Bosch né dipinse su tela l’avventura, consapevole della tragica metafora da essi rappresentata, quella di chi, non rientrando negli schemi della ragione collettiva, è costretto all’isolamento, obbligato a restare in balia del mare.

Dalla nave dei folli, si è passati oggi alle crociere vacanziere, divenute vere e proprie bombe ad orologeria per il diffondersi del corona virus.

Dopo le lunghe attese per i passeggeri della Diamon Princess, messi in quarantena nel mare del Giappone, oggi  fa notizia un’altra crociera.

La nave Westerdam, attraccata in Cambogia qualche giorno fa, ha accolto una signora americana di 83 anni che avrebbe contratto il virus covid-19.

Senza alcun controllo o quarantena,  oltre 400 persone sarebbero quindi sbarcate ed avrebbero fatto ritorno a casa, direttamente dalla Cambogia.

Il totale dei passeggeri è di 2.200 persone, 802 membri dell’equipaggio e oltre 1.400 turisti, provenienti da 41 Paesi.

Fra i turisti ci sarebbero 5 italiani, due dei quali residenti in Brasile, Paese nel quale dovrebbero aver fatto ritorno.

La preoccupazione di molti esperti si è palesata: i controlli piuttosto lassi delle autorità cambogiane hanno causato un buco nella rete di protezione globale che cerca di fermare la diffusione del virus.

Mentre la Farnesina si sta adoperando per contattare gli italiani che erano a bordo, è caccia agli altri 400 passeggeri ignari di aver potuto contrarre e diffondere il Covid-19.

 

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Foto: https://pixabay.com/it/photos/ferry-boat-traghetto-nave-barca-123059/

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