“@Dio chi sei?” E lui ci ha risposto nell’intervista capitale. (I parte)
Dato il clima sui social, tra fakenews, bot e millantatori, un avvertimento è necessario: “l’intervista capitale” a @Dio non ha nulla di paranormale.
Non abbiamo utilizzato alcun potere medianico per contattarlo, né possiamo aiutarvi a intercedere presso di lui, perché @Dio è un account twitter fra i più famosi in Italia, con oltre 800 mila followers: iscritto dal 2011, è considerato uno dei pionieri del cinguettio in Italia.
Fra parodia, satira e politica, signore e signori: #intervistacapitale a @Dio, come non lo avete mai visto.
Ad oggi gli account parodia sono comuni, ma non nel 2011, quando ti sei iscritto: come nasce l’idea di diventare @Dio?
Mi annoiavo, ero disoccupato, e ho notato che c’era un fake del Papa e uno di Gesù.
Allora ho provato a vedere se magari quello di Dio era a disposizione: il nome era preso, ma era di un giapponese. Il “ruolo” di Dio era libero, dovevo solo trovare un nickname libero, e sulle prime ho messo @Lddio, con la L minuscola che sembra una i. Poi dopo un po’ si è liberato @iddio, e infine @dio.
Ora manca solo il bollino blu, poi sono completo.
Twitter arriva in Italia attorno al 2007 ma la maggior parte degli utenti attivi oggi ha registrato un account solo da pochi anni. Tu che sei presente da così tanti anni, trovi che il mondo dei social, in particolare quello di Twitter, sia cambiato radicalmente oppure sia sempre lo stesso?
Gli altri social hanno avuto un’evoluzione nel tipo di pubblico: prima giovani, poi meno giovani, poi anziani. Twitter è sempre stato questo “oggetto strano”, pochi utenti sanno bene come prenderlo e all’inizio non è molto user friendly, così molti cominciano, non capiscono e lo mollano.
In questa decade non è cresciuto molto, forse in qualche anno è pure calato, non ha introdotto grandi innovazioni e non fanno che darlo per morto, eppure sta lì, ha il suo zoccolo duro di giornalisti, politici, blogger e fake, e tiene botta. Se consideriamo che è partito come un servizio di sms condivisi, lanciato da una società che stava fallendo, Twitter è tecnicamente un miracolo.
Qual è il segreto della popolarità social di @Dio, oltre l’aver precorso i tempi ?
Precorso i tempi nel senso che in quanto Dio c’ero da sempre, immagino.
Se proprio devo fare un’analisi tecnica del perché è cresciuto così (investimento zero, neanche un centesimo) posso dire che è merito dell’ironia e della satira del potere senza volgarità, che non sembra, ma è merce rara nel web. La gente sui social ha voglia di sfogarsi e di dire parolacce, non di incorniciare le contraddizioni della società, del potere o di qualcuno, con una battuta. Sarò strano, ma io sempre trovato più soddisfacente centrare il punto con le parole giuste, piuttosto che vomitare roba. Per sfogarmi preferisco il vandalismo e le riunioni di condominio.
Poi credo di avere molta pazienza nel rispondere a tutti e nel reggere il ruolo di Dio in tutte le occasioni, perché ancora mi diverto a farlo. Mi imbarazzerebbe molto interpretare un ruolo a teatro, salire su un palco, stare davanti al pubblico, ho troppa ansia per queste cose. Farlo da un computer annulla l’ansia e mi permette di concentrarmi diciamo sulla “performance”.
Non pare, ma è difficile essere Dio. Tipo la Bibbia: l’ho dovuta studiare davvero.
@Dio è umbro, e questo non sorprende essendo la “terra dei santi”; anche un nostro autore, conoscendo bene quella realtà, già il 19 settembre 2019 annunciava con un articolo la schiacciante vittoria di Salvini.
Sei rimasto sorpreso dall’exploit della Lega oppure anche tu eri certo di ciò che sarebbe successo?
Me l’aspettavo, perché nel 2014 Forza Italia ha vinto le elezioni a Perugia, città comunistona dalla notte dei tempi – cambiamento avvenuto con molto clamore, anche se già non se lo ricorda più nessuno – quindi era abbastanza probabile che toccasse anche alla Regione.
Non mi stupisce nemmeno l’innamoramento per l’uomo forte, il bulletto della politica, questa è una cosa da mettere sempre in conto in Italia: quando vediamo un potere diciamo ‘arrogante’, noi italiani preferiamo avercelo amico, se non altro per non ritrovarcelo contro, e gli umbri non sono diversi. Abbiamo più santi, più aree verdi, l’aria più buona e il pane senza sale, ma siamo sempre italiani.
Mi dispiace solo che questa cotta ci passerà quando arriverà un bulletto più conveniente di questo. Nel senso, non ci passerà per delle buone ragioni che magari faranno sperare in una crescita morale, che so, un’evoluzione della coscienza civica. No, ci passerà perché ci verrà la cotta per un altro.
Dalla Bibbia a 280 caratteri: quanto è dura essere @Dio e non far arrabbiare nessuno?
Ma io veramente spero che si arrabbino, invece non succede mai.
L’unico che si arrabbia davvero è Facebook: ogni tanto mi blocca qualche battuta e, quindi, anche la pagina per settimane.
Forse dovrei cominciare a parlare di calcio, almeno la gente si arrabbierà di più e Facebook mi lascerà in pace.
@Dio ha degli haters?
Ci provano, ma non hanno costanza. Li smonto con una battuta, e si scoraggiano subito. Non insistono, non mi studiano, non cercano le mie debolezze, non mi stalkerano, niente. Siamo un popolo dove nemmeno gli haters fanno le cose come si deve.
Che incompetenti.
Caro @Dio, il tempo è tiranno per tutti anche per i lettori: ci vediamo domani per la prossima puntata?
Volentieri.
Grazie a @Dio !
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