Faremo la fine di Cuba?

L’importanza del turismo per l’Italia si traduce nel 13% del PIL proveniente da questo comparto, che occupa il 14.7% dei lavoratori, ed ha numeri in costante crescita: meglio di noi solo Grecia (19,7%), Portogallo (17,3%) e Spagna (14,9%).

La parte diretta (alberghi, case in affitto, trasporti) è quella più importante alla voce ricavi, componendo il 42,2% del PIL generato.

Su 178 mila esercizi ricettivi, solo il 18,6% è rappresentato da strutture alberghiere, il restante 81,4% è rimandababile ad affitti privati.

In quattro anni il turismo dovrebbe portare altre 250 mila assunzioni : siamo il Paese d’Europa che occupa più personale in questo settore, secondi solo alla Grecia.

Montanelli scriveva che gli italiani si salveranno da ogni crisi perché troppo bravi nei lavori servili. Qualcuno gli dava del rincoglionito, oggi più che mai il Maestro sembra avere ragione.



In Italia si vendono i gioielli di famiglia, si erode il risparmio, si consuma più del prodotto, e la soluzione migliore – paventata da molti politici e personaggi illustri  – è quella di incrementare il turismo: bella soluzione lungimirante.

In aumento esponenziale la vendita di appartamenti di pregio e ville ad acquirenti cinesi e russi, con un calo delle richieste da parte di britannici e statunitensi.

Con l’economia stagnante, il Sud sempre più arretrato, industrie rare come tartufi bianche e la disoccupazione al 10.7%, una borghesia impoverita ed un proletariato esausto, siete pronti  a cucinare gamberi per gli ospiti, come già fanno i poveri abitanti di  Cuba, per i ricchi turisti americani, russi ed europei?

 



In bocca al lupo Italia.

 

 

Per contatti ed invio contributi: postmaster@ifatticapitali.it

 

foto https://pixabay.com/it/photos/cuba-porte-architettura-133489/

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