Se il povero odia il povero e il M5S non lo ha capito.

Se gli attivisti del M5S sono ancora occupati in riunioni nelle quali si chiedono “dove abbiano sbagliato”, ci permettiamo di evidenziare un paio di errori – che sicuramente non verranno colti o non saranno condivisi – a nostro parere grossolani, soprattutto quando ci pone alla guida di un Paese come l’Italia e di un popolo piuttosto singolare quale è il nostro

Partiamo da un presupposto: il M5S non è morto. Gode ancora di una base importante, milioni di voti che nel prossimo futuro potrebbero risultare decisivi per la formazione di qualunque governo.

Detto questo, la sconfitta, a nostro modo di vedere, poggia su due pilastri:

Il Reddito di Cittadinanza : ossia il povero che odia il povero.

Spendere mesi, miliardi di euro e milioni di energie per un provvedimento come il RDC, che ha completamente centralizzato il dibattito nella maggioranza e dentro ai bar, è stato un chiaro autogol.

Se qualche militante del M5S avesse letto Camus o studiato la storia nelle sue dinamiche sociali, avrebbe potuto apprendere una delle lezioni più importanti che essa ci offre: il povero odia il povero (… il ricco lo sa e li mette contro, da sempre).

La sua applicazione, che continua a non carburare, ha avuto il solo merito di essere meno estesa di quanto ci si attendesse (1.3 milioni di richieste contro i 5 previsti), facendo risparmiare allo Stato (in divenire) qualcosa come 5 miliardi di euro, soldi che andrebbero ricollocati al più presto, in altre voci di spesa.



Il reato penale applicato a chi fa il furbetto, se è vero che ha limitato i casi di lavoro nero e  Rdc (salvo casi sporadici), ha rafforzato una mentalità in cui “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende” tipica dell’italiano medio, il quale si nutre di  luoghi comuni e, da mesi, immagina lo sfaticato lavoratore del sud supino sul divano, mentre drena risorse per la sua sudata busta paga, oppure è  impegnato nel crearsi un doppio stipendio.

Altresì, il meccanismo che non assicura 780 euro a tutti – e a tutti i costi – ha illuso anche quanti si aspettavano una pioggia di soldi comodamente seduti sul water.

Si arriva così al travaso di voti verso la Lega; perchè gli italiani – più del povero –  odiano il diverso, lo straniero, l’uomo nero:  e chi meglio di Matteo Salvini potrebbe difenderli? Ai loro occhi, sembra, nemmeno Batman. E allora vola Lega vola verso il 34% (per alcuni verso il 36% adesso)

Impreparazione e comunicazione

L’impreparazione e la titubanza su alcuni obiettivi comuni (problemi etici, immigrazione etc.) è stata un vero tallone di Achille per un Movimento al quale la stampa non ha mai scontato nulla.

Alcune affermazioni (“dall’anno bellissimo”, alle gallerie nella testa di Toninelli) sono elementi centrali quando si è al Governo ed i riflettori sono tutti puntati addosso all’intervistato di turno. Se, fino a ieri, si comunicava con il mondo attraverso uno smartphone o da un pc, oggi si parla a milioni di italiani in diretta tv…e le parole sono importanti…

Queste due lezioni, probabilmente, non verranno ascoltate: vorrà dire che le lasceremo ai posteri (ossia i figli di quelli che prendono il RDC, si annoiano, fanno più sesso di quelli che lavorano e figliano di più).

 

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