I pensionati “ammazza bambini” o la politica incompetente?

I dati riportati da Save The Children, relativi alla “crisi pagata dai bambini”, fanno riflettere sul modo in cui questo Paese ha cercato di rimanere a galla negli ultimi anni ma, soprattutto aprono un dibattito sulle prospettive con cui l’Italia si affaccia al futuro.

 

I più sicuri delle proprie opinioni affermano che i numeri non lasciano mai diritto di replica.

Secondo noi, soprattutto in questo caso, l’analisi del dato è necessaria, laddove la fotografia non può cogliere né ciò che succede prima “del flash”, né ciò che sfugge all’ampiezza del suo obiettivo.

 




 

Se l’incidenza della povertà assoluta fra 2008 e 2018, in Italia, ha colpito maggiormente la fascia d’età fra i 0 e i 17 anni – e le altre a seguire, fino ai 64 anni –  il motivo principe, a nostro modesto parere, non è la trasformazione dei pensionati in mostri mangia bambini, rafforzati dal ricatto politico, bensì è la politica stessa che, dopo essere corsa ai ripari nei primi anni post crisi, non è riuscita ad incidere come dovuto, continuando a lasciar “campicchiare” la società che dovrebbe invece guidare.

 

Ciò che  avviene prima del “flash” su descritto, ciò che manca alla fotografia dello studio di Save The Children (non per demerito di chi lo ha condotto), è la realtà di un Paese che sta vivendo da quasi due decenni sull’erosione del proprio risparmio, oltre che su un elevato welfare familiare:  di questo, una politica incapace di costruire futuro, ha sicuramente tenuto conto per sopravvivere.

 




 

Tale presupposto aiuta a comprendere meglio di tanti, inutili accuse intergenerazionali, la scelta di sostenere profondamente i pensionati (v.foto), drenando le risorse necessarie per altre categorie: dai disabili alla protezione sociale, dalla casa ai disoccupati.

 

 

 

Davanti ad una crisi devastante come quella del 2008, ed alla presa di coscienza di una incapacità (ed impossibilità) della politica nostrana di creare lavoro, i Governi hanno pensato di rafforzare lo zoccolo duro dell’attuale economia italiana: quei nonni che ancora oggi risultano fondamentali nell’economia delle giovani famiglie.

 

Se l’erosione del risparmio non è solo una “formuletta”, e la famiglia italiana si compone sempre più spesso di genitori con lavori precari, mutui accesi prima del 2008, salari buoni solo per pagar le tasse (13.000 euro reddito medio al Sud), la spiegazione è più banale di quanto non si voglia credere.

 




 

Pur sempre critici nei confronti di una politica italiana perennemente e incompetente, pensiamo che le intenzioni non siano state quelle di ammazzare i giovani, ma di salvarli nel modo più semplice ed immediato : aiutando i nonni.

 

Sul fatto che, alla lunga, questa politica non paghi – ed i risultati di oggi sono li a confermarlo – siamo d’accordo con i più critici….ma che “nonno Piero” sia diventato un vampiro assetato di sangue, continuiamo a dissentire.

 

Eccolo che rientra…oddio ha una mazza in mano!!!!

 

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