I servizi televisivi “dalle spiagge”.

Perché? Cosa sto guardando? Quante volte vi siete posti questa domanda di fronte ad un  “servizio dalla spiaggia”, con l’inviato cotto dal sole che riporta all’ignaro spettatore le utilissime cronache dagli stabilimenti?

La risposta, in realtà, c’è ed è molto semplice, e rimanda ad un tipo di informazione scanzonata tipica dei notiziari “all’americana”.

 

In ogni caso, volendoci divertire per qualche minuto, analizziamo le dinamiche di questo tipo di servizio giornalistico, che segue tre fasi principali: apertura della stagione; culmine nel ferragosto; malinconico settembre.

 




 

 

Apertura stagionale

 

Ogni anno, nelle prime giornate di afa, il giornalista X viene lanciato fra le fila degli ombrelloni di qualche impianto vicino alla grande città: da Roma, a Napoli, da Genova a Palermo.

 

L’inviato è ora costretto a girare fra i lettini ammassati in riva al mare. Vestito in giacca e camicia, chiede conferma di quanto stia accadendo al primo personaggio trash da cui riesce a ricevere udienza, ponendo la seguente domanda (che è più un presentimento): “Fa caldo eh? E’ arrivata l’estate?”.
Lo spiaggiato, già ustionato e visibilmente sudato, solitamente risponde : “Eh si, ci voleva proprio” (cosa non si è mai capito).

Finale del servizio con le immagini di lunghe code per il rientro, e braccia fuori dal finestrino: termina così il primo filone.

 




Culmine nel ferragosto

 

Entrati in pieno agosto, gli inviati si trasferiscono sulla Riviera Romagnola (che mettiamo in maiuscolo per rispetto).

Il povero spettatore vedrà, durante tutta la durata del servizio, palestre, discoteche, acquagym in piscina, gente che beve l’ultimo drink alla moda, ma non potrà mai e poi mai godere di una sola inquadratura del mare (al massimo qualche chiappa).

 

Il giornalista, giunto a ferragosto è scatenato, ormai completamente a suo agio nella camicia di lino bianca.

Egli percorre senza sosta tutto il litorale, arricchendo il suo ventaglio di domande (ora diventate due):

  • come ci si idrata con questo caldo?
  • cosa farete la sera di ferragosto?

 

Finale del servizio con giovane ragazza sorridente e tormentone estivo in sottofondo: fine del secondo capitolo.

 



Malinconico settembre

 

Lo abbiamo intitolato “ malinconico settembre” quando, in realtà, superato il 15 agosto, già al primo acquazzone si annuncia la fine dell’estate.

Il corrispondente si butta in spiaggia alla coraggiosa ricerca di qualcuno.

Sullo sfondo la fila di ombrelloni chiusi ci comunica un senso di malessere e disorientamento che neanche David Lynch.

 

La tristezza per “questo meteo pazzo” è palpabile e le domande possibili sono poche. I più hanno terminato le ferie, i giovani sono spariti dopo ferragosto, qualcuno non ha superato i festeggiamenti (solito caso di tragedia in discoteca che occupa un paio di servizi)

 

L’unica presente è un’anziana signora che non può sfuggire alla domanda del giornalista: “In spiaggia anche con questo tempo signora?”; “Eh si” risponde la donna tenendo in mano delle carte.

Il finale del servizio ci presenta l’inviato visibilmente assonnato e infreddolito, che ripercorre con poche frasi una splendida estate che volge al termine (scatta inevitabile il sottofondo dei Righeira: “L’estate sta finendo”).

 

La linea passa allo studio per le notizie meteo: “Si attende un settembre bollente”.

Il malcapitato spettatore pensa per l’ennesima volta: “Prossimo anno le ferie me le prendo dopo Agosto”.

 




 

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foto  https://pixabay.com/it/photos/ombrelloni-spiaggia-sdraio-acque-3297434/

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