Non è una fake news ma verità estrapolata da un contesto : come catalogare la notizia del furto di dati subito da Sigfrido Ranucci?




La cronaca relativa al furto dei dati subito dall’erede televisivo di Milena Gabbanelli, il giornalista Sigfrido Ranucci, non è una fake news, ma qualcosa che ancora non ha un nome: una verità particolare estrapolata ed esaltata nel contesto di un evento più ampio, alla quale si è data visibilità con titoli costruiti ad hoc ed ammiccamenti preoccupanti per lo stato dell’informazione mainstream.

 




Alla denuncia di  un attacco hacker del giornalista verso i suoi conti bancari, si sommano infatti quelle di altre 3 milioni di persone con conti correnti in Unicredit,  utenti che nulla hanno avuto a che fare con servizi di inchiesta o con il mondo della politica.

 

E’ storia di qualche mese fa la notizia dell’hackeraggio subito da Unicredit, nel quale sono violati dati personali ed indirizzi mail di alcuni milioni di clienti.

Eppure, in un batter d’occhio, la denuncia del giornalista di Report è stata passata come “inquietante avvenimento” già da numerose ed illustri personalità, spesso paventando, ancora senza una prova tangibile, un attacco mirato alla sua persona per l’eccellente lavoro svolto nelle ultime settimane dal programma, nel complesso rapporto fra politica – internet e social.

 

Fuori dal caso particolare, riproponiamo la domanda: se questa non è una fake news, che termine dobbiamo usare in futuro per descriverla?

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