Il coronavirus nel mondo: orgogliosi di essere italiani, nonostante tutto.




La pandemia che tiene in casa 3.4 miliardi di persone, con 90 nazioni costrette a dichiarare il lockdown per contrastare la diffusione del Sars- Cov-2, fa emergere una verità inconfutabile: l’Italia sta affrontando l’emergenza sanitaria in maniera più umana e democratica di quanto non succceda nel resto del mondo.

Nel bombardamento costante di informazioni, per non perdere di vista le realtà magnificate nei cinema e propagandate a tavolino, facciamo un rapido resoconto di ciò che succede fuori dai nostri confini.

Negli USA , prima potenza militare ed economica al mondo, non ci sono mascherine. Come riportato anche dal Prof. Lo Palco su Twitter, il consiglio per fronteggiare tale carenza è stato affidato al video selfie di un alto ufficiale che mostra come arrotolare le t-shirt per coprire naso e bocca: una Barbara Palombelli piena di medagliette svela così la debolezza del colosso a stelle e strisce.

Nel “Paese delle libertà” non si registra solo la mancanza dei dispositivi di protezione ma anche un preoccupante ammanco di umanità: i senza tetto vengono disposti nei parcheggi pubblici, posteggiati come macchine entro le strisce di vernice; i ventilatori polmonari, in numero inferiore al necessario, sono ufficialmente utilizzati per curare in prima battuta le persone senza handicap e problemi pregressi.

Nel mentre, sul piano politico, Donald Trump ha smesso di fare lo spaccone: con una economia che vira verso la pesante recessione e migliaia di morti già preventivati, la sua permanenza alla Casa Bianca si è improvvisamente trasformata in un terno al lotto.




Nella Russia tanto cara ai nostri sovranisti, la diffusione dei contagi è stata insabbiata fin tanto che si è potuto. Chernobyl nulla ha insegnato agli eredi del Comunismo d’antan, rimasti simili ai loro predecessori nei modi e nei gusti kitsch di una certa ricchezza gassosa.

La Dottoressa Anastasia Vasilieva, colpevole di aver criticato i numeri diffusi dal Cremlino sul coronavirus, è stata appena arrestata.

I metodi di repressione per la critica, con particolare riguardo verso i giornalisti, in Russia sono la prassi: arresti, morti sospette, non c’è nulla che la vecchia Europa non conosca già.

Ciò che mancava era la minaccia fuori dai confini. Detto fatto, le parole del portavoce russo indirizzate al giornalista de “La Stampa”, Jacopo Jacoboni, hanno riempito le cronache di queste ore senza registrare, purtroppo, neanche una risposta da parte della nostra politica.



In Bielorussia, il Presidente – dittatore, Aljaksndr Lukashenko, ha consigliato alla popolazione di bere vodka e fare saune. Il rimedio per contrastare il coronavirus non c’è: tanto vale divertirsi.

Nel frattempo, con oltre 400 casi di contagio e un pugno di morti, il Presidente bielorusso avrebbe messo in guardia i servizi segreti per filtrare ogni notizia sul virus.

In Turkmenistan, Paese che confina con l’Iran – dove i morti superano le migliaia -, le notizie sull’epidemia sono state completamente oscurate.

In Ecuador i morti vengono lasciati per strada: il sistema sanitario è al collasso.

In Brasile, secondo autorevoli fonti (riportate anche dal Prof. Gennaro Carotenuto), il guitto Presidente Bolsonaro è stato esautorato dall’esercito e svolge attualmente il ruolo che meglio gli riesce: quello del fantoccio.




E in Cina? Le quarantene militari continuano a persistere: i numeri si sono dimostrati falsi come quelli di ogni altro governo autoritario.  Alla crescita economica esponenziale registrata negli ultimi 20 anni, Pechinio non ha saputo accompagnare una cultura dell’igiene e dell’alimentazione moderna.

I mercati dove si macellano all’aria aperta pipistrelli e altri, numerosi animali, fra cui i cani, hanno appena riaperto.



Venendo alla nostra Europa la situazione è nota: la Spagna sta registrando più decessi e contagi di ogni altro Paese.

La Francia ha difficoltà economico – sanitarie simile a quelle italiane.

In Germania i morti sono pochi perché la conta avviene in maniera molto “greca”, in una nemesi bizzarra, che fa truccare i numeri affidandosi alle virgole del morto “con covid” e non “per covid”.

Siamo un Paese sgangherato. Economia e stile di vita rischiano di tornare ad essere quelli degli anni 60. Sulla scena politica la maggior parte dei protagonisti assomiglia più alla macchietta che non al leader. E’ vero.

Eppure, nonostante tutto, aprendo una finestra sul mondo, l’orgoglio e la fortuna di essere italiani, oggi, andrebbe cantata a squarciagola.

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Foto https://pixabay.com/it/illustrations/italia-bandiera-paese-simbolo-4605634/

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