Il progresso che taglia il lavoro.

Cassieri, commessi, casellanti, agricoltori, bancari e operai.

Le categorie di lavoratori sopracitate stanno scomparendo o rischiano di diminuire sensibilmente nel giro dei prossimi 10 anni, sacrificati sull’altare della digitalizzazione e dell’automazione.

Stiamo parlando di milioni di posti di lavoro persi, in una tragedia silenziosa che si perpetua nel nome di comodità e risparmio, con la promessa di un futuro nel quale sostituiremo vecchi mestieri generici con nuove occupazioni altamente specializzate.



Abbiamo già affrontato il taglio delle risorse umane nel sistema bancario in un nostro articolo di poche settimane fa. Dati alla mano – fonte Sole 24 Ore-  gli Istituti di Credito europei, fra cui spiccano le banche italiane, stanno lavorando con la mannaia su dipendenti e filiali, diventando sempre più virtuali.

Meno filiali, meno personale: da domani ci sarà l’home banking per tutto, con buona pace dei posti di lavoro e dell’accesso al credito per le PMI.

Assistiamo da qualche lustro alla sostituzione dei casellanti, personaggi ormai mitici dispersi in numero di poche migliaia sulla rete autostradale italiana. Erano figure inutili? Possono essere sostituite facilmente dalla macchina? Si, vero, giusto, ma allora perché il costo delle tratte aumenta sempre di più?E dove sistemeremo i mancati casellanti?

L’e-commerce sta falcidiando negozi al dettaglio e centri commerciali, con un solo spedizioniere che può recapitare  dai  30 ai 60 pacchi al giorno.

L’agricoltura ormai necessita di pochi braccianti stagionali, pescati qua e là nella miseria umana che l’immigrazione senza controllo offre ai caporali.

Gli operai delle industrie sono sempre meno necessari.

Amazon ha recentemente approntato un nuovo sistema di packaging (elaborato con robot italiani) per cui la figura dell’operaio nel futuro più prossimo sarà superflua. Il colosso ha assicurato di mantenere i posti di lavoro attuali, ma la disponibilità di questa tecnologia tornerà presto utile.



L’avvento del 5G porterà anche meno lavoro nei porti. L’esperimento a San Francisco funziona, e Bari è il prossimo porto in cui verrà utilizzata questa modalità di connessione atta a gestire la movimentazione di container e merci da una cabina di regia con pochi addetti.




La domanda da porsi oggi è  cosa si intenda per progresso. Se le comodità per gli utenti ed i risparmi per le aziende toglieranno lavoro, chi saranno i clienti di domani?

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