Il vento in faccia e la tempesta nel cuore: Sebino Nela e Giancarlo Dotto

Una lunga cavalcata sulla fascia, uno spazio libero in cui trovarsi soli, perché per capire quanto si è realizzato bisogna allontanarsi dal centro del campo, dove la palla muove veloce e l’affollamento del gioco costringe il pensiero ad accelerare.
Sebastiano Nela, detto “Sebino” controvoglia, si racconta con “Il vento in faccia e la tempesta nel cuore” – edito Piemme – insieme a una penna storica del giornalismo italiano quale Giancarlo Dotto, già autore, fra gli altri, del famoso libro intervista “Vita di Carmelo Bene”.
Una cavalcata che parte dalla linea di fondo campo, negli inizi terrosi di un calcio con le scarpette piene di fango e di grasso, arrivando ai giorni nostri, rivoluzionato nei brand dei campioni, nel concetto di squadra che cede a una somma di individualità miliardarie, in un politically correct a volte abusato, svuotato dei suoi contenuti e svilito in pura forma, sacrificato al gesto convenzionale come le scuse dopo un brutto intervento in scivolata.
Il coraggio di vivere e l’obbligo di andare avanti, in una sgroppata che ha portato l’uomo Nela ad inciampare su qualche buca: dagli infortuni agli affetti complicati, fino all’esperienza della malattia, quella che segna più di un goleador nel taccuino delle esperienze umane.
E se nella vita, citando l’ultimo Rocky, conta più come sai incassare che non come colpisci, Nela ha dovuto fare a sportellate con il destino un pó come tutti noi: dal regalo di un fisico imperioso alle fragilità di un carattere impetuoso che si rivela nel vecchio adagio dei difensori di un tempo: “palla o gamba”, anche con la vita. Senza troppi compromessi.
Confessioni che aiutano a scoprire ancora una volta come dietro al campione ci sia sempre l’uomo, anche se il grande pubblico per arrivare alla carne dell’idolo impiega tempo.
Il tifoso ha bisogno di vedere le cicatrici, possibilmente di toccarle. San Tommaso della passione -per quanto sportiva- ai quali il protagonista concede le sue ferite dentro a pagine che scorrono veloci.
Un libro consigliato agli amanti del calcio, di quel calcio romantico che invecchia con i suoi protagonisti ma pervade l’immaginazione di tanti ragazzi cresciuti nel football moderno del marketing e dei social, dove l’amore per la maglia scade al limite di un certo numero di zeri sul contratto.
Pagine di un Sebastiano Nela a muso duro contro il vento.
Perché nonostante le sferzate, come i Moai sull’Isola di Pasqua, chi è nato con la salsedine nel sangue ha lo sguardo rivolto sempre verso il mare che verrà: nella bonaccia e nella tempesta.

 

dì Lorenzo Guidantoni

Twitter @GuidaLor

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