Intervista Capitale a…@iltrumpo : fra satira e satiri al potere.

Con oltre 25 mila followers, @iltrumpo è uno degli account di satira politica più seguiti su twitter.

Senza le briglie dei 240 caratteri, gli abbiamo chiesto chi sia e quanto  sia difficile fare satira oggi, in un momento politico particolarmente delicato.

 




 

Caro @iltrumpo , “domanda a bruciapelo”: cosa ne pensi di Trump? 

Che è l’uomo sbagliato, in un momento sbagliato, in un mondo sbagliato. Difficilmente si poteva trovare di peggio.”

 

Dietro ad ogni account c’è sempre una persona e la sua storia: chi è @ilTrumpo ?

Mi piace pensare che @iltrumpo  non sia una sola persona ma una squadra.

Un gruppo di “autori-amici”, schierati, ma che non sposano nessun partito o leader politico. Dove ognuno sceglie liberamente i propri bersagli da colpire.

 

I nostri avversari principali sono ovviamente la destra e il populismo, (nazionalisti, noeuro, novax, giustizialisti, complottisti) ma non facciamo mai gli applausi ai “nostri”.

 

La satira deve trovare il pelo in ogni uovo e non può essere di regime.

Siamo degli innamorati della politica, un po’ delusi e, come tutti gli innamorati delusi, ora vediamo più i difetti che i pregi. Alla fine questo account non è altro che il gestore di questa “delusione”.

 




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Lo slogan del tuo account è “satira dalla parte del torto”. Esiste una satira giusta e una sbagliata?

In linea di principio no. La libertà è un valore irrinunciabile.

C’è però una questione di buongusto e di valori. Non è il massimo, per esempio, fare satira su chi già nella vita normale subisce ingiustizie e discriminazioni.

La satira dovrebbe sempre essere fatta su chi detiene potere e privilegi.

 

E’ più difficile trovare materiale sul quale scrivere adesso che Salvini non è più al Governo?

Sinceramente sì.

Diciamo che prima il materiale era “ottimo e abbondante”, anche perché la gestione social del politico Salvini era impostata proprio nel dare ogni giorno materiale su cui scrivere e incazzarsi.

La strategia di Individuare ogni giorno dei nemici, provocando reazione e indignazione da una parte, e per lusingare, motivare e portare con sé tutti gli altri. Un metodo semplice e spregiudicato, che è stato il segreto del suo successo.

Ovviamente la strategia è immutata, ma non essendo al potere, ha perso quella spinta propulsiva. Tolta la “divisa” del potere, ora appare in tutta la sua noiosa ripetitività. E poi diciamocelo, tutto questo materiale è stato così abbondante e pervasivo che per fortuna ora comincia la fase della nausea sia per chi legge che per chi scrive.

 

A tuo modo di vedere, Salvini e Trump si assomigliano?

Certamente.

Usano le stesse leve psicologiche. Ci sta che la politica, essendo fatta dagli uomini, sia piena di errori, di egoismi e di inganni. Non ci sta che tutto questo venga rappresentato da personaggi da avanspettacolo che hanno capito che non conta più far ragionare la gente, ma solo emozionarla, tirare fuori sentimenti “popolari” come il giustizialismo, il patriottismo, l’egoismo, l’ordine, la disciplina, fregandosene di quanto questi sentimenti siano pericolosi, come la storia insegna.

 

Questi nuovi leader mischiano politica e spettacolo, fanno passare in secondo piano il fatto che il potere incida sul quotidiano e sul futuro di milioni di persone.

 

Insomma la politica si sta “ridicolizzando”, perché è il modo più semplice per far parlare di sé e per essere “popolare”, proprio nel momento storico in cui è a rischio il pianeta. Proprio nel momento in cui serve ragionare e non vincere la gara dello share in tv o dei like sui social.

 




 

Mentre stiamo scrivendo, è in atto l’invasione turca della Siria e l’aggressione di Erdogan al popolo curdo: si può fare satira sulla guerra?

Vale sempre il principio della libertà. Personalmente faccio fatica a parlarne anche seriamente.

La guerra è una cosa così assurda e sbagliata che cercare di spiegarla, anche con la satira, è straniante, sebbene in questo caso, meriti di essere scandagliato il rapporto ambiguo che l’Europa ha con la Turchia.

 

Hai mai la tentazione di mostrare il tuo vero volto?

Non ci penso nemmeno.

In un mondo in cui c’è una corsa sfrenata a mostrarsi, la riservatezza è un valore importante.

 

Grazie @iltrumpo….a presto!

 




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