Intervista Capitale a @JacopoVeneziani : divulgare l’arte tramite i social




dì  Lorenzo Guidantoni – twitter @GuidaLor

 

L’intervista capitale di oggi si occupa di cultura e della sua diffusione attraverso i social media. Ho contattato Jacopo Veneziani, storico dell’arte, venticinquenne.

All’anagrafe di Twitter @JacopoVeneziani, una pagina seguita da ventimila utenti, più tanti altri sparsi fra l’account Instagram e il canale youtube #DivulgosuYouTube.

 

Ciao Jacopo, innanzitutto, complimenti : non è da tutti riuscire a creare tanto interesse intorno al mondo dell’arte.

Puoi svelare ai lettori il segreto di tanto successo, in un settore talvolta guardato con diffidenza dal grande pubblico nella difficoltà di tradurre la bellezza in espressione tecnica facilmente assimilabile per tutti?

Ah sì? È guardato con diffidenza? Ma da chi? Manco raccontassi su Twitter le mie visite ai “peggiori bar di Caracas”!

No, più seriamente, non credo esistano ambiti del sapere guardati con diffidenza. La diffidenza si sviluppa piuttosto nei confronti di determinate persone e del loro modo particolare di trattare uno specifico argomento.

Io parlo di storia dell’arte cercando di evitare ad ogni costo toni saccenti da saputello (non spetta a me – però – dire se ci riesco o meno!).

Su Twitter, non mi pongo mai nell’ottica di insegnare qualcosa a qualcuno. Cerco più che altro di condividere con il maggior numero di persone possibili quel “piacere della scoperta” – tanto per citare un programma dell’inimitabile Alberto Angela – che ho il privilegio di provare quotidianamente grazie al mio lavoro.

La tua competenza è insindacabile, ma mostriamo le medaglie per tutti i S.Tommaso del web: quali studi hai fatto e cosa fai nella vita?

Sono arrivato in Francia nel 2013, a diciotto anni, per studiare storia dell’arte e, nel 2018, mi sono laureato in storia dell’arte moderna all’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne di Parigi. “La Sorbona”, insomma, dove ora preparo un dottorato di ricerca e insegno storia dell’arte del Settecento francese agli studenti del terzo anno.

Passo le mie giornate nella splendida biblioteca dell’Institut National d’Histoire de l’Art a Parigi (v.immagine), dove si conservano più di un milione di libri dedicati alla storia dell’arte. In un luogo così, trovare l’ispirazione per scrivere due tweet al giorno – twitto raramente di più – è davvero un gioco da ragazzi!

La Salle Labrouste all’interno della biblioteca dell’Institut National d’Histoire de l’Art a Parigi.

 

“Divulgo forte” è diventato lo slogan affibbiato, suo malgrado, ad Alberto Angela. A te quale piacerebbe?

Di solito, come sottolinei tu, gli slogan vengono affibbiati da altri! Forse, nel mio caso funzionerebbe un “Guardate qua!”.

Cerco infatti – nel mio piccolo – di dare visibilità a luoghi, opere e artisti spesso poco noti ai più.

 

Da Sgarbi a Philippe Daverio: la spettacolarizzazione della tv ha portato più benefici o confusione nell’approccio alla storia dell’arte?

Più se ne parla, meglio è.

Credo non ci sia nulla di più democratico e universale dell’arte. L’arte parla dell’uomo, di tutti noi, ed è quindi giusto che il maggior numero di persone possa avere accesso a queste forme di creatività.

Penso che la televisione – checché se ne dica – resti ancora il palcoscenico più efficace al quale si possa ambire quando si ha qualcosa da dire ad un grande pubblico.

La realizzazione di documentari e di programmi divulgativi legati alla storia dell’arte è tra l’altro – ti sto svelando un segreto! – uno dei miei sogni nel cassetto. Ti terrò aggiornato!




Cosa significa per te la parola “arte”?

L’arte è la forma che prende la cultura di un determinato periodo storico, le tracce lasciate dagli uomini che ci hanno preceduto e che noi stessi lasceremo a coloro che verranno dopo di noi.

Se un alieno sbarcasse sul nostro pianeta, cosa farebbe per conoscerci davvero? Guarderebbe probabilmente i libri che abbiamo scritto, i film che abbiamo girato, l’arte creata dagli artisti di oggi e capirebbe così i nostri stati d’animo, i nostri sogni, i nostri incubi, le nostre ambizioni, le nostre paure… Insomma, non esiste nulla di più efficace dell’arte per conoscere davvero un popolo, una cultura, un periodo storico.

La storia dell’arte stessa – in quanto materia di studio – è non a caso all’incrocio di tante discipline: la storia, l’antropologia, la filosofia, la psicologia… persino la fisica e la chimica (fondamentali per studiare la materialità delle opere d’arte).



L’Italia sfrutta nel migliore dei modi le sue potenzialità artistico-culturali?

Vorrei evitare di risponderti con banali generalità. Prenderò quindi in considerazione un solo aspetto: il rapporto tra i beni culturali italiani e le nuove – che poi così “nuove” non sono più – forme di comunicazione. In fondo, stiamo parlando di cultura e social media, no? Ecco, io credo che tante istituzioni culturali e museali italiane non abbiano ancora pienamente colto il potenziale dei social media per attrarre a sé un nuovo tipo di pubblico, soprattutto i più giovani.

Sfruttare le potenzialità storico-artistiche di un paese non significa soltanto tutelare e salvaguardare i beni culturali, assicurarne l’accessibilità a diversi tipi di pubblico, formare mediatori culturali competenti (sono ambiti nei quali esistono anche vere e proprie eccellenze in Italia!). Significa anche strutturare efficaci strategie di comunicazione intorno a questi beni culturali. Spero quindi che sempre più enti, siti archeologici e piccoli musei spesso troppo poco visitati – anche perché spesso troppo poco visibili in rete – vadano in questa direzione.

Il progetto del canale tematico #DivulgosuYouTube come si inserisce nel contesto di questo apprezzabile attivismo social?

L’idea di #DivulgosuYoutube è un modo per metterci la faccia (letteralmente!) e per allenarmi in questa particolare forma di comunicazione, la divulgazione storico-artistica. Volevo andare oltre i 280 caratteri di Twitter, passare dalla scrittura alla parola per mettermi alla prova.

Devo essere sincero però. Fino ad ora, non ho dedicato molto tempo a questo progetto – nato qualche mese fa – ma a breve tornerò su YouTube. Ho infatti iniziato una collaborazione con la Fondation du Patrimoine, l’equivalente francese del Fondo Ambiente italiano. Sto visitando e filmando tanti beni culturali francesi in pericolo e in corso di restauro. I video saranno disponibili nelle prossime settimane sui canali social della Fondation du Patrimoine.

Ogni intervista capitale si conclude con questo gioco:  hai 5 minuti di “pieni poteri”. Come li utilizzi?

Ahah! Questa domanda non mi era mai stata fatta. D’istinto direi: “Più ore di storia dell’arte in tutte le scuole”. Perché studiare storia dell’arte? Te l’ho detto poco fa!

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