John Lennon, Che Guevara, Gianni Versace: quando la morte rende immortali.

John Lennon, Ernesto Guevara, Gianni Versace. Tre icone che incarnano mondi differenti. Uniti da talento e coerenza, chiudono, con  morti violente e spesso indecifrabili, epoche diverse, consegnandosi alla leggenda.

John Lennon, 8 dicembre 1980, New York



Gli anni 80′ trasformarono il mondo in un grande mercato, compreso quello della musica. Superati gli anni 60′ e 70′, insieme alla loro spinta rivoluzionaria, non restava che adeguarsi: nel taglio dei capelli, nell’utilizzo degli strumenti musicali, nel tentativo di essere ancora icona del mondo nuovo, John cercava di essere ancora John. 

Mark Chapman, l’8 dicembre 1980, a New York, lo uccide a sangue freddo con 5 colpi di pistola (4 dei quali vanno a segno). Il mondo è scosso. Migliaia di fan formano gruppi di preghiera, si riuniscono, esaltano per sempre John.

Ma Ccosa sarebbe stato di uno dei più grandi musicisti di sempre, se gli fosse stato consentito di attraversare pienamente il consumismo degli anni 80′ e 90′? A nessuno è dato saperlo.

Forse, sarebbe diventato leggenda allo stesso modo, passando per qualche format televisivo, diventando magari un business man, una volta abbandonata  la logica del peace & love? John muore e diviene mostro sacro per i suoi meriti musicali ma, anche, per non essersi mai dovuto adeguare al mondo circostante, restando, per sempre, simbolo di un’epoca irripetibile.



Ernesto Che Guevara, 9 ottobre 1967, La Higuera – Bolivia

Giustizia sociale, sviluppo economico sinergica alla crescita dell’uomo, libertà, rispetto, amore per il prossimo. Ernesto Guevara, detto “El Che”, continua ad essere icona di un’era che oggi sembra lontanissima.
Simbolo del comunismo sudamericano – più poetico e dadaista di quello sovietico – il Che morendo chiude l’epoca delle rivoluzioni (almeno di quelle che hanno affascinato l’Europa).

Dopo la Rivoluzione, fallita la  carriera di Ministro, – per sua stessa ammissione e con l’umiltà di chi comprende i propri limiti – tornò ad impugnare  le armi, deciso più che mai a liberare altre nazioni dalla morsa delle dittature sostenute dagli Usa. Arrivato in Bolivia, troverà la morte.

Sulle dinamiche della cattura e delle ore successive vengono scritti migliaia di libri ma, ad oggi, restano ancora molti interrogativi irrisolti. Che Guevara muore prima dell’inizio degli anni 70′ e della sgangherata violenza senza eserciti, tradotta, in Italia, nelle BR, e, nel resto del mondo, da bande armate figlie della povertà, ma misere di ideali.

I nemici mostrano e fotografano il corpo del Che, come una preda preziosa. Il mondo raccoglie quel cadavere e lo idealizza per sempre.
Anche chi non ne ha mai condiviso gli ideali, di fronte alla sua coerenza si toglie il cappello. Nei decenni successivi, il Che diventa icona pop, un altro tradimento nei suoi riguardi. La leggenda ormai avvolge il suo nome e le logiche del nuovo mondo capitalista lo assorbono come prodotto.
La morte lo fa sfuggire alle dinamiche della storia futura, assolvendolo dai suoi peccati.




Gianni Versace,  luglio 1997, Miami Beach

Gianni Versace fu ucciso, fuori dalla sua abitazione di Miami Beach, con due colpi di pistola.Il colpevole dell’omicidio, Andrew Cunanan (tossicodipendente dedito alla prostituzione omosessuale), fu trovato morto nella baia, in circostanze mai chiarite. Lo stilista, nato a Reggio Calabria nel 1947, dall’inizio degli anni ottanta rende celebre il suo marchio, con uno stile creativo e fantasioso. A distanza di anni, in un mondo della moda sempre più eccentrico e alla ricerca di particolarità, la sua sobrietà nell’innovazione resta il punto di partenza per chiunque si approcci a questo mondo. Le vicende della casa di moda, venduta da poche settimane all’americana Kors, saranno per sempre legate al suo genio che, forse, oggi non si riconoscerebbe nell’estremizzazione di ogni performance stilistica, nelle sfilate eccessive, in un mondo che non gli è stato permesso di conoscere.

 

foto https://pixabay.com/it/photos/cuba-mercato-memoria-colorato-1379112/

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