La commedia romana.

La comicità romana non può prescindere dalle sue punte di diamante: il regista Steno, gli attori Nino Manfredi, Alberto Sordi, Gigi Proietti, Carlo Verdone e, se vogliamo, dal romano d’adozione  Vittorio Gassman, capace di far ridere restando serissimo, con la sola forza del suo carisma che lo ha reso, come gli altri, non solo attore da commedia.

 



 

La comicità della capitale è sempre stata costruita sul situazionismo, contraddistinta dal cinismo intrinseco dei romani stessi o dal personaggio tipico del coatto, una volta chiamato “bullo”, di cui Verdone è stato il massimo rappresentante.

Il moto della risata  si agita nella sfortuna altrui, nella furberia del protagonista, ma anche nella distruzione di castelli intellettuali smontati dalla prossimità di una realtà semplice, che risponde alla necessità del realismo romano, basato su poche semplici regole, incarnato, per intenderci, dalla Sora Lella.

 




 

Purtroppo, come per le altre commedie analizzate in altri articoli, da quella toscana a quella lombarda, la grande scuola romana ha lasciato pochi allievi di rilievo.

Forse  quella romanità antica e semplice  è perduta ed irripetibile?

Servirebbe una mandrakata…

 

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