La Juve sfilacciata e l’ipotesi di un modulo nuovo.

Dopo 5 partite, con il beneficio dell’inizio di una stagione lunghissima, la Juve di Sarri non ha entusiasmato tifosi e addetti.

A Parma, Firenze, ma anche in casa con il Verona, i bianconeri hanno sofferto più del dovuto, salvati da due pali e una traversa, con il cuore in gola per ogni calcio da fermo: questo è il resoconto obiettivo, dal quale, il tifoso più fiducioso, può estrapolare la buona prestazione di Madrid, al netto di una sensazione di debolezza difensiva – intesa come non possesso –  mostrata anche al Wanda.

 

Probabilmente Sarri inizia a rendersi conto che non può pretendere da campioni “stagionati” come Ronaldo, Higuain o Khedira, il lavoro da lui richiesto, almeno non per 90 minuti: pressing, ripartenze, ripiegamenti fino alla fine, sono sacrifici che richiedono la gamba e la fame degli Allan o dei Barella, non di chi ha già vinto coppe del mondo e Champions  varie, superando abbondantemente la trentina.

 


 

Il sintomo di questi strappi fra idee e realtà, si palesa in Ronaldo, il quale, se “può fare ciò che vuole”, costringe Matuidi ad essere titolare inamovibile, onnipresente in mezzo al campo, con una cifra tecnica che crea rallentamenti evidenti nella costruzione della manovra.

 

Al netto di tutte le analisi lette in questi giorni, e dalle dichiarazioni di Sarri per cui “è impossibile avere simmetria” con chiaro riferimento al lavoro di CR7, il consiglio è uno: cambiare, rivoluzionando il gioco senza cercare di modellare la testa di giocatori troppo esperti e vincenti per essere trasformati in personaggi da Subbuteo.

 

 

Chi scrive immagina una Juve diversa, in cui Dybala può essere titolare senza aspettare una neo promossa, e giocatori come Emre Can e Bentancur trovino la centralità che storia personale, ingaggi e tifosi reclamano.

 

In questo senso, passare al 4-3 -1-2 consentirebbe di lasciare CR7  ancora libero di svariare su tutto il fronte, duettando con Higuain o Dybala, con il supporto di un trequartista, che sia Ramsey, Dybala o, perchè no, Pjanic.

 

Allo stesso tempo, l’inserimento di Emre Can, con soli compiti di contenimento, e la freschezza di Bentancur, in una squadra piuttosto vecchia e compassata, darebbero una solidità che oggi si disperde nei rientri tardivi delle ali, ed inserimenti sfiancanti.

 


 

Altra possibilità, scartando l’ipotesi di una difesa a 3 che Sarri ripudia, è quella di disporre un classico 4-4-2, per restare coperti e spingere sui binari senza esporsi ai rischi già visti nelle partite sopra citate.

L’impressione è che Sarri non stravolgerà le sue idee, né l’attuale disposizione tattica della Juve; e se i risultati continueranno ad essere positivi, questo gli sarà consentito: ma non è arrivato alla Juve per vincere…e divertire?

 

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