Cosa c’è di sbagliato in questa foto?

Se Zingaretti si fosse dotato di addetti alla comunicazione sul livello di Renzi o Salvini, forse non avrebbe commesso un errore del genere.

La foto con la Lorenzin, dopo la firma della tessera PD da parte del Segretario, ci è sembrato un post fuori luogo per un paio di motivi.

 


 

Il primo riguarda la storia politica di una ex Ministra fortemente criticata in passato dal Partito Democratico, tanto più per alcune campagne contro l’aborto indimenticabili, a sfavore di uno dei diritti civili più sbandierati dal mondo della sinistra,

Aver militato in Forza Italia e nell’area del Centro – destra, rende indigesto al 99% dei militanti l’ingresso della Lorenzin che, agli occhi dei più, sa tanto di occasione da “carpe diem”, più che di opportunità politica corale. A meno che, da domani mattina, la Lorenzin non si presenti ai microfoni rinnegando tutto il lavoro svolto fino ad oggi, con particolare riferimento al tema aborti.

Anche in quel caso, però, la scena risulterebbe svuotata da una routine nella quale, il telespettatore/lettore/elettore, non si sorprende più delle giravolte dei politici nostrani, sempre meno credibili agli occhi di osservatori imparziali.

 


 

In secondo luogo, post e foto diffuse da Zingaretti su twitter, ricordano la presentazione di un calciatore, di una passerella cinematografica, di uno “spettacolarizzazione” della politica nella quale il PD è sempre stato un passo indietro rispetto ai sopracitati, e sempre ci resterà, a causa della sua molteplice anima, e di un elettorato “over 50”, che resta tale anche negli apparati.

 

Per questi motivi crediamo sia un grave autogol quello di accogliere la Lorenzin nelle fila del PD, sempre giustificando il tutto con lo spettro di Salvini (anche basta), diffondendo la notizia con un giubilo che si trova davanti un freddo e spaesato pubblico, sempre più sconcertato dallo spettacolo della politica italiana.

 

Segui su twitter @ifatticapitali

Un pensiero riguardo “Cosa c’è di sbagliato in questa foto?

  • Settembre 21, 2019 in 1:50 pm
    Permalink

    Marco Follini, Domenico Fisichella… Non è la prima che si ravveda, lascia Berlusconi e aiuta il centrosinistra. Questo non significa perdere identità, ma solo avere più rilevanza. Viene anche dopo un’esperienza di governo comune. Non è niente di traumatico, è solo una buona notizia.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *