La politica che ama l’ambiente solo a parole: un caso sardo.

Questa storia parla di ambiente, cambiamenti paesaggistici e dell’ipocrisia italiana, dalla base fino ai suoi vertici.

Siamo in Sardegna, anno del signore 2017.

Una società vicina al gruppo di trading energetico marchigiano Fintel, propone, nella provincia di Cagliari, un investimento da 350 milioni di euro per la costruzione di una centrale solare termodinamica, capace di produrre  55 megawatt di energia pulita.

La nuova tecnologia si basata sul principio di Archimede : specchi ricurvi che, con il calore, avrebbero aiutato a generare il vapore necessario a far rotare turbina e generatore.

Il terreno scelto non è certo piccolo: il progetto coprirebbe 250 ettari, nei quali, in ogni caso, la pastorizia avrebbe potuto continuare a svolgersi senza problemi.

Il ministero dell’Ambiente, Ministro Galletti all’epoca, fatte le dovute considerazioni si dichiara favorevole all’iniziativa.  Il Ministero per i Beni Culturali, invece, all’epoca gestito da Dario Franceschini, si dichiara fermamente contrario per ciò che avrebbe comportato a livello paesaggistico un’opera di tale portata.

Decide dunque il Consiglio dei Ministri guidato da Paolo Gentiloni, che boccia la proposta, facendo sfumare investimento, posti di lavoro e produzione di energia pulita.

La Regione Sardegna e i comitati di pastori e coltivatori si ritengono soddisfatti, la politica ha salvato molti voti e, dell’energia pulita, ieri come oggi, interessa a tutti soltanto a parole….

 

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