La storia dei Sampietrini…e delle buche di Roma-



I Sampietrini sono i selci della pavimentazione stradale a forma di cubetti, tipici della città di Roma ma diffusi ormai in tutta Europa.

Derivano dall’antica pavimentazione di epoca imperiale, composta da lastre di basalto anticamente prelevate dalle cave di Marino, Frascati e Colonna e, successivamente, sostituite dal porfido dell’Alto Adige.

La misura tradizionale di un sampietrino è di 12 cm x 12 cm, con un’altezza di 17 cm.

Utilizzati a partire dal 1500, ereditarono questo nomignolo per la prima collocazione nella Piazza di San Pietro.



Ad onor del vero, gli operai che lavorarono alla costruzione della Basilica furono già detti “Sampietrini” ma anche “acrobati della Basilica”, per l’abilità nell’operare sospesi su corda e sgattaiolare fra le lumache, più comunemente conososciute come scale a chiocciola.

Gli eredi dei “sampietrini” sono diventati i custodi della Floreria, museo degli addobbi per l’arredo della Basilica.



L’utilizzo delle pietre dette “Sampietrini” continua anche oggi, con buona pace dei cittadini che vedono sprofondare sempre di più le pietre – con conseguente formazione di buche e avvallamenti –  a causa, soprattutto nelle Capitale, del vuoto presente fra il manto stradale e l’orginaria superficie della città.



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