La tempesta economica alle nostre porte.




Il rallentamento del colosso tedesco. La crisi dell’auto. La stagnazione economica che non trova indirizzi politici per una svolta. La guerra dei dazi. Il coronavirus ed il parziale blocco della produzione cinese, con ripercussioni sugli scambi commerciali e borsistici.

No, la su citata non è sequenza buona per filastrocche, bensì la somma di elementi su cui poggia la spaventosa congiuntura economica in arrivo.

Volendo traslare sul cinematografico, ci troviamo nella “Tempesta perfetta”, film del 2000 con George Clooney, Mark Wahlberg e Diane Line, in cui un armatore, a causa delle contingenze economiche della propria azienda, si vede costretto ad affrontare l’ultima pesca in acque grosse; troppo grosse per la sua barca.

Se il carisma di G. Clooney stenta a trovare omonimi fra i nostri vertici politici, la coesione del suo team è ben più forte di quella che tiene insieme questo Governo sgangherato, compattato solo dall’ombra di Salvini più che da reale incontro di visioni e progetti.

 

In questo parallelismo, di fronte ai numeri economici di un Paese sciaguratamente appoggiato con tutto il peso sulla colonna  dell’export, ciò che succede fuori dalla finestra si trasforma in elemento essenziale per la sopravvivenza, dentro una costante attesa carica di tensioni.

 

  A causa dei nostri problemi strutturali, il quotidiano degli eventi internazionali  è diventato l’orizzonte verso il quale si volge il primo sguardo mattutino. Ci appelliamo al mare, ci affidiamo al vento, che il timone lo abbiamo dimenticato da qualche parte, tempo fa.

 




A dicembre 2019 la produzione industriale è in calo del 2.7% su novembre, del 4.3% su base annua.

La Lombardia, regione traino del Paese, registra un – 0.4% di occupati e il – 0.2% di produzione nell’ultimo trimestre. 150 tavoli di crisi ancora aperti al MISE coinvolgono 300 mila lavoratori. Il debito pubblico in costante ascesa è la spada di Damocle su ogni legislatura ed intenzione politica.

La Germania che traina il mondo dell’automotive sta subendo pesantemente la guerra dei dazi, regalo dei sovranismi internazionali e, a cascata, diminuisce gli ordini per la componentistica, pane quotidiano di gran parte delle nostre industrie.

Le notizie relative al coronavirus, tragicamente frammentarie e da verificare di volta in volta, riportano le numerose chiusure di aziende cinesi. La catena della globalizzazione che ha reso la Cina  l’anello più prezioso, ha incontrato nel virus una tenaglia capace di spezzarla.

Il malessere del dragone significa rallentamento dell’economia globale, falle nella circolarità dell’economia occidentale ed un conseguente, più che probabile, aumento dei prezzi nel lungo periodo.




Mentre in Italia si dibatte sulla prescrizione, si combatte su vecchie diatribe a colpi di neo fascismi e valore delle foibe, fra omofobi e razzisti, cattolici ed atei, con qualche distrazione di massa fatta di trash tv, la barca economica affonda.

Alzate lo sguardo dai vostri piedi. Ci siete anche voi sopra questa barca. La tempesta sta arrivando. Sveglia.

 

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Foto:  https://www.cinematographe.it/rubriche-cinema/focus/la-tempesta-perfetta-storia-vera/

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